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Attualità | 09 gennaio 2026, 12:15

Variante Iperceramica, confronto in Consiglio a Taggia tra sviluppo e impatto urbano. Fulvia Alberti: "Basta capannoni"

Distanza tra maggioranza e opposizione su impatto estetico, sviluppo commerciale e ritorni per il territorio. L'assessore Laura Cane: “Un progetto contenuto, con ricadute concrete per la collettività”

Variante Iperceramica, confronto in Consiglio a Taggia tra sviluppo e impatto urbano. Fulvia Alberti: "Basta capannoni"

Il Consiglio comunale di Taggia, nell'ultima seduta del 2025, è tornato a discutere della variante urbanistica legata al progetto di Iperceramica in via Aurelia Ponente**, passaggio decisivo dell’iter che dovrebbe portare alla realizzazione di un fabbricato destinato a showroom e deposito di merci speciali. Una discussione che ha messo a confronto, ancora una volta, visioni diverse sullo sviluppo urbanistico del territorio.

A illustrare la proposta è stata l’assessore all’Urbanistica Laura Cane, che ha spiegato come l’intervento richieda una variante al Piano regolatore, con il passaggio da zona T a zona D speciale. L’area interessata, in via Aurelia Ponente, riguarda un lotto di 2.548 metri quadrati, sul quale sorgerà un fabbricato con superficie coperta di 517,90 metri quadrati, pari a circa il 22% del lotto, e superficie lorda di piano di 517,93 metri quadrati, con un piano interrato destinato a magazzino.

Secondo l’assessore, i parametri edilizi sarebbero stati definiti “in modo rispettoso del contesto”, con altezza massima contenuta a 6,90 metri, un solo piano fuori terra e distanze di 5 metri dai confini e 10 metri dagli edifici esistenti. Un altro elemento sottolineato riguarda l’assetto complessivo dell’area, con oltre il 55% della superficie destinata a viabilità, parcheggi e verde, così da garantire maggiore respiro al tessuto urbano circostante.

Il punto centrale della proposta, ha rimarcato Cane, è rappresentato dalle compensazioni a favore della collettività. La convenzione urbanistica prevede infatti che la società partecipi in modo significativo alle opere di urbanizzazione, in particolare alla realizzazione della viabilità nell’area delle ex caserme Revelli, per un importo complessivo di circa 225 mila euro, con scomputo degli oneri di urbanizzazione primaria per circa 100 mila euro. A questo si aggiungono la monetizzazione delle aree a verde pubblico per 36.640 euro e un contributo straordinario di circa 41 mila euro, calcolato ai sensi della normativa regionale.

“Siamo di fronte a un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato – ha concluso l’assessore – con ricadute positive per la collettività”, invitando il Consiglio a esprimersi favorevolmente.

Di segno opposto l’intervento della consigliera di opposizione Fulvia Alberti (Progetto Comune), che ha espresso una critica di principio alla direzione intrapresa dall’amministrazione. Alberti ha parlato apertamente di “un capannone in più”, sottolineando come, attraversando Arma, “a volte sembra di essere nella periferia di una grande città”, con un impatto estetico che, a suo avviso, rischia di incidere anche sull’attrattività turistica del territorio.

La consigliera ha inoltre messo in dubbio l’utilità commerciale dell’intervento, ipotizzando un’attività con pochi addetti e basata soprattutto su cataloghi, ribadendo di non essere contraria alla singola azienda ma “stufa dei capannoni”. Pur annunciando voto contrario, Alberti ha però riconosciuto che l’operazione comporta un costo significativo per il privato, auspicando che le opere di viabilità alle ex caserme Revelli vengano realizzate in tempi rapidi.

Nel corso del dibattito sono emerse anche richieste di chiarimento sul tema del verde e dell’uso pubblico delle aree. L’assessore Cane ha precisato che le superfici verdi restano di proprietà privata, pur senza limitazioni all’accesso, chiarendo che non si tratta di parchi pubblici ma di spazi di mitigazione, e che proprio per la scarsità di aree disponibili è stata prevista la monetizzazione del verde.

In replica alle critiche, Cane ha difeso la scelta dell’amministrazione, osservando come la diffusione di strutture commerciali sia un fenomeno nazionale legato alla domanda dei cittadini, ma sottolineando che, in questo caso, l’obiettivo è stato quello di ottenere ricadute concrete per il territorio, utilizzando l’intervento per sostenere la valorizzazione di altre aree strategiche del Comune, come il centro storico, la passeggiata a mare e soprattutto il comparto delle ex caserme Revelli, destinato a diventare un vero e proprio polo scolastico.

L’assessore ha infine ribadito che non si tratta di grande distribuzione, ma di una struttura di dimensioni contenute, su un solo piano, con circa 500 metri quadrati di superficie, respingendo l’etichetta di “capannone” utilizzata dall’opposizione.

Andrea Musacchio

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