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Attualità | 09 gennaio 2026, 07:07

Biglietti del Festival, ancora allarme truffe: sui social richieste fino a 1.500 euro a serata

Prezzi ben oltre i listini ufficiali e superiori agli abbonamenti. Chiuse le registrazioni preliminari, i risultati arriveranno solo dal 15 gennaio

Biglietti del Festival, ancora allarme truffe: sui social richieste fino a 1.500 euro a serata

Proseguono le segnalazioni di tentativi di truffa legati alla vendita dei biglietti del Festival di Sanremo. Nelle ultime ore, sui social e nelle chat private, stanno circolando offerte che arrivano a 1.500 euro per una singola serata della kermesse musicale, cifre che destano più di un sospetto e che, in molti casi, superano il costo degli abbonamenti ufficiali e moltiplicano di diverse volte il prezzo reale dei biglietti, nonostante il rincaro deciso nelle scorse settimane.

Secondo quanto segnalato, alcune richieste economiche raddoppiano o addirittura superano il prezzo del carnet ufficiale, mentre in altri casi arrivano a valere fino a sei volte il costo di un singolo biglietto, soprattutto per le serate iniziali. Un dato che rende evidente l’incongruenza delle offerte e rafforza l’ipotesi di vendite non autorizzate o del tutto inesistenti.

A fare chiarezza sui prezzi ufficiali è stata nei mesi scorsi la giunta di Comune di Sanremo, che ha approvato il nuovo listino per l’edizione 2026 del Festival. Per i posti in platea, il costo è fissato a 240 euro a sera per le prime quattro serate, da martedì a venerdì. Per assistere alla serata finale, il prezzo sale in modo consistente fino a 875 euro. Nessuno sconto è previsto per chi acquista il pacchetto completo: il carnet per tutte e cinque le serate ha un costo complessivo di 1.835 euro.

Più accessibili, almeno sulla carta, i prezzi della galleria. Per le prime quattro serate il biglietto costa 132 euro, mentre per la finale si arriva a 430 euro. Il carnet completo per la galleria è fissato a 958 euro.

Il confronto con le offerte che circolano online è impietoso: chiedere 1.500 euro per una singola serata significa superare abbondantemente il prezzo ufficiale di una finale in platea e moltiplicare fino a sei volte il costo di una serata ordinaria, soprattutto se si guarda ai biglietti di galleria. Un elemento che dovrebbe far scattare immediatamente l’allarme tra gli appassionati.

A rendere ancora più evidente l’inconsistenza di molte proposte è il calendario ufficiale della vendita. Nella giornata di ieri, 8 gennaio, si è infatti chiusa la registrazione preliminare per l’acquisto dei biglietti della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana. Gli esiti delle selezioni saranno resi noti solo a partire dal 15 gennaio, il che significa che ad oggi nessun biglietto è stato assegnato e nessuno può legittimamente rivenderlo.

Il consiglio resta quindi quello già ribadito nei giorni scorsi: diffidare da annunci sui social, da vendite private e da richieste di pagamento anticipato, soprattutto a fronte di cifre spropositate. L’unico canale sicuro resta quello ufficiale, mentre ogni altra proposta, in questa fase, espone al concreto rischio di truffa.

Andrea Musacchio

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