Walter Vacchino, patron dell'Ariston di Sanremo, ha lanciato nei giorni scorsi un nuovo appello all’amministrazione comunale, invitando a riconoscere e valorizzare le figure che hanno segnato la storia culturale di Sanremo. Lo ha fatto nel corso di una delle diverse presentazioni all'interno dell'iconico teatro matuziano. Un intervento sentito, che è andato oltre il tema della mostra dedicata al fotografo Alfredo Moreschi e al botanico Libereso Guglielmi, per trasformarsi in una riflessione più ampia sul ruolo della memoria e dell’identità cittadina.
Vacchino ha ricordato come Sanremo debba tornare a coltivare un senso di appartenenza legato ai suoi protagonisti: “Gli obiettivi e i messaggi dovrebbero essere un’attenzione a come l’amministrazione comunale possa non solo dedicare piazze o vie a queste persone, ma anche luoghi in cui chi viene possa sapere chi è Alfredo Moreschi o Amilcare Rambaldi. Dobbiamo ricordare le persone che hanno reso grande Sanremo, con vie, piazze o spazi che ne custodiscano la memoria”.
Un pensiero che si lega a un tema già più volte emerso negli ultimi mesi, anche in occasione del Premio Tenco, dove lo stesso Vacchino aveva sottolineato la necessità di creare un percorso fisico e simbolico dedicato ai grandi nomi della cultura e dell’arte sanremese. “Le persone non verranno solo per la mostra – ha aggiunto – ma torneranno a Sanremo. Queste emozioni vanno mantenute e trasmesse ad altre persone. La nostra città ha un potenziale enorme, costruito da chi, con la musica, la fotografia e l’arte, l’ha resa una vetrina nazionale e internazionale.”
Un invito, quello di Vacchino, che suona come un messaggio di amore e responsabilità verso una Sanremo che guarda al futuro senza dimenticare le radici di chi ne ha fatto un simbolo di creatività e cultura.














