Sabato scorso, nel salone Sant’Agostino di Ventimiglia, si è svolto un incontro di grande intensità e significato promosso dall’associazione PENELOPE, in collaborazione con SPES, AIFO, Scuola di Pace, Mappamondo e il Presidio Hyso Telharaj di Libera. L’evento, tenutosi in parte da remoto, ha avuto come protagonista Hakima Hassan, attivista palestinese della Cisgiordania impegnata nella difesa dei diritti delle donne.
A condurre l’incontro è stata Susanna Bernoldi, volontaria di lunga esperienza in Palestina e socia di AIFO e PENELOPE, che ha curato anche la traduzione simultanea dall’inglese dell’intervento di Hakima. Attraverso le sue parole, il pubblico ha potuto conoscere la realtà di una società segnata dal colonialismo israeliano e da un radicato patriarcato, ma anche la forza e la determinazione delle donne palestinesi che, nonostante le difficoltà, lottano ogni giorno per la propria emancipazione.
Un ricamo che unisce solidarietà e dignità
Durante l’incontro è stato presentato il progetto “Turathyiat for Embroidery” (“Tradizione del Ricamo”), iniziativa nata per sostenere l’indipendenza economica e sociale delle donne palestinesi attraverso la valorizzazione delle arti tradizionali. Le attività promosse comprendono corsi artigianali, agricoli, e programmi di formazione professionale per giornaliste ed esperte in economia. Il progetto sarà finanziato dalle associazioni promotrici, con il contributo del pubblico presente e di chi vorrà partecipare alla raccolta fondi. Le donazioni potranno essere effettuate tramite bonifico sull’IBAN IT83V0538749100000047257327 intestato a SPES, indicando la causale “DONNE PALESTINA”.
Un impegno che continua
Le organizzazioni coinvolte hanno espresso la volontà di proseguire la raccolta fondi per sostenere la ricostruzione del tessuto sociale palestinese e favorire una maggiore partecipazione femminile nei processi di riconciliazione. "Riteniamo doveroso – affermano le associazioni – contribuire alla rinascita di una società in cui le donne possano essere protagoniste del cambiamento e della pace". L’incontro si è concluso con un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno già contribuito e a chi vorrà continuare a farlo, confermando ancora una volta come la solidarietà locale possa intrecciarsi con le lotte globali per la giustizia e l’uguaglianza.
















