"È inaccettabile che, dopo anni di lavori, investimenti e parole, il Centro di Cooperazione di Polizia e Dogana di Ponte San Luigi venga chiuso e trasferito in Francia, in locali provvisori alla scuola francese di Mentone. Parliamo di un edificio su cui lo Stato ha speso centinaia di migliaia di euro per ristrutturazioni, nuovi impianti, infissi, arredi, computer e condizionatori. Appena terminati i lavori, dopo che erano stati persino sostituiti gli infissi negli ex alloggi abbandonati, oggi si decide di chiudere tutto per un pezzo d’intonaco caduto in un appartamento non operativo. Un pretesto assurdo, che non convince nessuno. Ventimiglia perde così un presidio di cooperazione fondamentale tra Italia e Francia, istituito nel 2002 in base all’Accordo di Chambéry, dove operano insieme polizia, carabinieri, finanza, gendarmeria e dogane per contrastare traffici illeciti, immigrazione irregolare e terrorismo.Un punto strategico del confine, ora abbandonato al degrado. Intanto si investe nel nuovo presidio della Polizia Marittima a Cala del Forte — iniziativa positiva, certo — ma è paradossale che la città inauguri un nuovo ufficio mentre lascia morire un centro operativo costato milioni. È un modo di gestire il patrimonio pubblico irresponsabile e opaco. Chiediamo chiarezza immediata su:
- le vere ragioni dell’inagibilità dichiarata,
- il destino dell’immobile di Ponte San Luigi,
- e se vi siano progetti di dismissione o vendita già in corso.
Ventimiglia non può continuare a subire decisioni calate dall’alto, prese nel silenzio e sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini.I soldi pubblici sono di tutti, e chi li spreca deve risponderne. Il Centro di Cooperazione deve restare a Ventimiglia. Nessuna svendita, nessuna chiusura mascherata.
La città ha diritto alla verità".
Lo dichiara Maria Spinosi, Movimento 5 Stelle Intemelio














