Si accende l’attenzione istituzionale sul caso di Nessy Guerra, la 26enne sanremese coinvolta insieme alla figlia in una complessa vicenda giudiziaria e personale in Egitto. Nella giornata di oggi, la sindaca di Genova Silvia Salis ha incontrato a Palazzo Tursi l’avvocata Agata Armanetti, legale della giovane donna, per fare il punto sulla situazione e valutare possibili iniziative a sostegno della sua causa.
La vicenda riguarda la condanna in appello subita da Guerra nell’ambito di un procedimento per presunto adulterio, reato previsto dall’ordinamento egiziano. Parallelamente, resta aperta la questione relativa alla figlia della giovane, sulla quale grava un divieto di espatrio disposto dalle autorità locali nell’ambito di una controversia legale sull’affidamento. Il caso è seguito dalla Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia al Cairo e la rete consolare, che monitorano gli sviluppi della situazione. All’incontro hanno preso parte anche le delegazioni della maggioranza consiliare dei Comuni di Genova e Sanremo, oltre all’assessora alle Pari Opportunità e alle Politiche di Genere del Comune di Genova, Rita Bruzzone.
Durante il confronto sono stati approfonditi gli ultimi sviluppi della vicenda e le possibili azioni per mantenere alta l’attenzione pubblica e istituzionale sul caso. Al centro della discussione, in particolare, il tema della tutela dei diritti di Nessy Guerra e della figlia, nonché il ruolo che le istituzioni locali e nazionali possono svolgere per accompagnare e sostenere il percorso della giovane sanremese. L’incontro si è svolto poco prima della seduta del Consiglio comunale di Genova, che ha approvato all’unanimità l’Ordine del Giorno straordinario intitolato “Sostegno a Nessy Guerra – tutela dei diritti delle donne”.
Il documento impegna l’amministrazione a sollecitare il Governo italiano affinché continui a seguire con la massima attenzione la vicenda giudiziaria e personale della 26enne, promuovendo al contempo iniziative istituzionali e pubbliche di sensibilizzazione sui diritti delle donne e sul contrasto alla violenza di genere. L’ordine del giorno punta inoltre a rafforzare il dialogo con i centri antiviolenza, le associazioni femminili e tutte le realtà del territorio impegnate nella tutela dei diritti umani e civili, consolidando una rete di sostegno e sensibilizzazione attorno alla vicenda.















