È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 settembre il decreto MASAF 8 agosto 2025 che definisce il riparto del Fondo per le mense scolastiche biologiche. Per il 2025 lo stanziamento nazionale ammonta a 4,6 milioni di euro, risorse destinate ai Comuni che hanno attivato mense scolastiche bio, con una duplice finalità: ridurre i costi a carico delle famiglie e finanziare attività di educazione e informazione nelle scuole per incentivare l’utilizzo di prodotti biologici.
In Liguria la quota complessiva è pari a 55.637,04 euro, suddivisi in 39.590,48 euro per abbattere le tariffe e 16.046,56 euro per iniziative di promozione e progetti educativi. I Comuni beneficiari sono sei: Campo Ligure, Castelnuovo Magra, Diano Marina, Luni, Quiliano e Sanremo.
Proprio Sanremo, unico grande centro urbano ligure incluso nell’elenco, si distingue per il numero molto elevato di plessi scolastici coinvolti. Secondo i dati allegati al decreto, la rete cittadina copre oltre 200 mila pasti annui biologici, distribuiti in scuole dell’infanzia, primarie e nidi comunali. Tra le realtà più significative figurano la primaria “Volta”, con più di 45 mila pasti, la Rodari di via Galilei, che ha superato i 26 mila, e l’Asquasciati di via Panizzi, con oltre 36 mila pasti. Importanti anche i numeri della primaria di San Martino (più di 21 mila), della primaria di San Pietro (oltre 10 mila), della primaria di San Giacomo (più di 11 mila) e della Coldirodi, che sfiora i 10 mila pasti. A queste si aggiungono scuole dell’infanzia come San Pietro, Montessori e Borgo Tinasso, oltre a diversi nidi comunali – Villa Peppina, Arcobaleno, La Nuvola e Raggio di Sole – che da anni garantiscono una refezione basata su prodotti certificati bio.
È importante sottolineare che il decreto non assegna un importo diretto a ciascun Comune, ma solo la somma complessiva a livello regionale. Nel caso della Liguria, quindi, i 55 mila euro saranno ripartiti tra i sei Comuni beneficiari in proporzione ai pasti bio erogati. I dati di Sanremo – che certificano oltre 200 mila pasti annui – confermano comunque la città come il Comune ligure più strutturato e con il peso maggiore all’interno del Fondo.














