/ Politica

Politica | 12 settembre 2025, 10:15

Autovelox e legittimità, gruppo Insieme per la viabilità: “Non si può parlare di guadagno quando si tratta di sanzioni”

La critica sulla posizione del Presidente della Provincia solleva dubbi sulla conformità dei dispositivi

Autovelox e legittimità, gruppo Insieme per la viabilità: “Non si può parlare di guadagno quando si tratta di sanzioni”

In un momento in cui il tema della viabilità è stato al centro dell’ultimo Consiglio Provinciale, riteniamo doveroso esprimere la nostra opinione sulla posizione assunta dal Presidente della Provincia in merito alla questione autovelox.” Così esordisce il gruppo “Insieme per la viabilità”, che contesta apertamente alcune affermazioni rilasciate dal Presidente, ritenute non solo discutibili, ma anche sintomatiche di una visione distorta del rapporto tra istituzioni e cittadini.

Il Presidente ha dichiarato che i ricorsi contro le sanzioni elevate rappresentano solo lo 0,2% del totale, suggerendo che si tratti di un dato marginale e poco significativo. “Tuttavia – continua la nota – noi riteniamo che questo dato non sia rilevante, perché l’aspetto importante è che lo stesso Presidente sembrerebbe essere pienamente cosciente che quei dispositivi non sarebbero conformi alla normativa attuale.” Il riferimento è alla distinzione tra autorizzazione e omologazione: gli autovelox in questione sarebbero autorizzati, ma non omologati, mentre la giurisprudenza più recente, recepita nel nuovo Codice della Strada, richiede espressamente l’omologazione.

Dunque la legittimità formale dei controlli, dai quali scaturiscono quelle sanzioni, non viene minimamente presa in considerazione, come se non contasse nulla: l’importante sembra solo essere che i cittadini paghino.” Una critica che si fa ancora più pungente nel momento in cui viene messo a confronto l’ammontare incassato dalle multe – 4 milioni di euro – con la cifra spesa per i contenziosi, pari a soli 6000 euro. “Come se questo bastasse per legittimare un incasso basato sui rilievi di apparecchiature che non sono, a tutt’oggi, del tutto conformi alla normativa vigente.”

Ma è una parola, in particolare, ad aver suscitato indignazione: “guadagno”. Secondo il gruppo, il Presidente avrebbe definito testualmente i proventi delle multe come un “guadagno”. “È una parola sua, non una nostra interpretazione – sottolineano – e di certo, se le sanzioni diventano un guadagno, significa che c’è qualcosa che non va.”

In un contesto dove parcheggi gratuiti vengono probabilmente ‘affittati’ ad uso privato, e dove dispositivi di misurazione non conformi sembrano diventare strumenti perfettamente legittimi per ‘guadagnare’, tutto questo appare molto grave. Dichiarare poi tutto ciò come finalizzato alla sicurezza stradale, subito dopo averlo definito un ‘guadagno’, appare quanto meno molto stridente.”

Il gruppo conclude con una riflessione amara ma incisiva: “Le Istituzioni dovrebbero essere le prime a rispettare le regole, non fosse altro che per dare il buon esempio al cittadino, inducendolo ed educandolo a fare altrettanto. Che legittimità ha il genitore che, mettendosi le dita nel naso a tavola, dice a suo figlio di non farlo? Ognuno si dia la risposta che meglio crede", conclude il gruppo Insieme per la viabilità.

C.S.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium