La capacità di un brand di essere visibile online non dipende più soltanto dall’ottimizzazione tecnica del sito web, ma sempre più da segnali esterni che ne rafforzano l’autorevolezza. Uno di questi segnali, tra i più influenti, è la link building. Nell’epoca dell’intelligenza artificiale generativa, che guida le risposte degli utenti su piattaforme come ChatGPT e Google AI Overviews, la costruzione di una rete di link di qualità si conferma uno degli strumenti più potenti per guadagnare spazio nelle SERP e farsi trovare nei momenti decisivi del processo di ricerca.
L’intelligenza artificiale cambia il ruolo della SEO
Con l’introduzione massiva dell’intelligenza artificiale nei processi di ricerca, il concetto stesso di SEO ha assunto nuovi contorni. I motori di ricerca oggi sono assistiti da sistemi che comprendono in modo semantico le domande degli utenti e offrono risposte costruite anche grazie a una selezione di fonti considerate attendibili, autorevoli e rilevanti. Questo significa che la visibilità organica non è più soltanto una questione di keyword density o struttura dei contenuti, ma anche di reputazione.
Gli algoritmi AI di nuova generazione sono progettati per “ragionare” come un utente umano: riconoscono connessioni tra siti, analizzano la qualità delle fonti, attribuiscono punteggi di fiducia in base a segnali esterni. Tra questi, i backlink da domini affidabili restano uno dei parametri centrali per identificare quali contenuti meritano di essere mostrati nei risultati di ricerca o richiamati come fonte nelle risposte automatizzate.
Link building e autorevolezza: una sinergia decisiva
In questo nuovo contesto, la link building si trasforma da semplice strategia SEO a leva strategica per la costruzione della brand authority. Un link proveniente da un sito riconosciuto in una determinata nicchia non ha solo il compito di veicolare traffico: comunica implicitamente che il sito ricevente è una fonte degna di nota. Questo valore percepito è ciò che incide anche sulla fiducia che gli algoritmi AI sviluppano nei confronti di un determinato dominio.
A differenza del passato, però, oggi non basta più avere un alto numero di backlink. È la qualità, la pertinenza e la naturalezza del collegamento che determinano l’efficacia del segnale. Per questa ragione, molte aziende si rivolgono a professionisti esperti. Realtà come Link Builder Italia, attiva dal 2012, hanno costruito nel tempo un sistema di pubblicazioni e relazioni editoriali che permette di generare backlink autentici, coerenti e capaci di valorizzare un sito agli occhi dei motori di ricerca e delle intelligenze artificiali.
Il posizionamento organico si gioca quindi su un equilibrio sottile tra contenuti eccellenti e una rete solida di citazioni digitali, che funzionano come endorsement autorevoli. I brand che riescono a presidiare magazine online, blog di settore e siti informativi riconosciuti, aumentano le probabilità di essere selezionati non solo da Google, ma anche da strumenti basati su AI come i language model conversazionali.
Il valore strategico della link building per le risposte AI
Con l’espansione delle AI generative, che restituiscono risposte complesse attingendo a un’ampia gamma di fonti web, essere menzionati all’interno di contenuti pubblicati su siti autorevoli diventa un obiettivo strategico. Se un sito viene spesso linkato da fonti attendibili, aumenta la sua possibilità di essere “notato” dagli algoritmi di selezione delle fonti, e quindi incluso nei dataset di training o nei sistemi di ranking delle risposte AI.
In particolare, Google sta sperimentando da mesi le cosiddette AI Overviews, una funzione che presenta in apertura della SERP un riassunto generato da intelligenza artificiale basato su contenuti rilevanti presenti online. Solo i siti percepiti come realmente autorevoli riescono a essere integrati in queste risposte sintetiche. La link building, in questo scenario, diventa una delle poche leve attive a disposizione per guadagnare tale visibilità.
Essere menzionati da fonti terze, attraverso collegamenti pertinenti e in contesti editoriali solidi, è ciò che permette al proprio sito di essere selezionato come affidabile, non solo per la SEO classica, ma anche per la nuova fase di “risposte AI-first”.
Cosa distingue un link di qualità
Un collegamento ipertestuale efficace non è frutto del caso. Deve derivare da un contesto editoriale credibile, essere coerente con l’argomento trattato e rappresentare un valore aggiunto per il lettore. Le tecniche obsolete basate su schemi di scambio link, commenti spam o inserimenti forzati sono ormai riconosciute e penalizzate dai motori di ricerca.
Un link di valore nasce da un articolo ben costruito, ospitato su una testata reale, che ha traffico organico e un’identità editoriale definita. L’anchor text — ovvero il testo cliccabile del collegamento — deve essere scelto con attenzione, evitando eccessi ottimizzati e privilegiando soluzioni naturali.
Molte aziende oggi scelgono di affidarsi a un’agenzia di link building affidabile proprio come Link Builder Italia per questo motivo: la complessità del panorama richiede una competenza specifica nella selezione dei siti, nella scrittura dei contenuti e nella gestione delle relazioni editoriali. Non è sufficiente ottenere un link: occorre che quel link sia utile, giustificato e posizionato nel posto giusto.
Link building e branding: un effetto collaterale sempre più rilevante
Un effetto spesso sottovalutato della link building di qualità è l’aumento della riconoscibilità del brand. Quando un marchio è menzionato con costanza su siti diversi, in contesti editoriali differenti ma coerenti, non solo migliora il posizionamento SEO, ma si costruisce anche nella mente dell’utente come punto di riferimento.
Questo tipo di visibilità, se accompagnato da contenuti rilevanti e un’identità visiva ben curata, può tradursi in maggiore fiducia da parte del pubblico, miglioramento dei tassi di conversione e una crescita del traffico diretto, ovvero di utenti che cercano spontaneamente il brand dopo averlo incontrato più volte online.
Inoltre, essere presenti in articoli informativi o approfondimenti pubblicati su media digitali aumenta la probabilità che i contenuti di quel sito siano usati come fonte da sistemi di AI generativa, contribuendo a rafforzare l’ecosistema digitale di riferimento per il marchio.
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