È una fotografia fatta di numeri e urgenze quella emersa oggi a Sanremo durante la doppia iniziativa promossa dalla Camera Penale di Imperia-Sanremo e dall’associazione “Nessuno tocchi Caino”, insieme al garante dei diritti delle persone. La mattina si è aperta con una visita alla casa circondariale di Valle Armea, seguita nel pomeriggio dall’assemblea pubblica “La fine della pena”, ospitata nella Sala Privata del Casinò.
Il dato più allarmante riguarda il sovraffollamento e la carenza di personale nella struttura: sono attualmente 262 i detenuti presenti, a fronte di una capienza massima di 211 posti, e solo poco più di 110 agenti in servizio, quando ne servirebbero almeno 202. “Una situazione che rende il lavoro degli operatori penitenziari estremamente difficile e rischioso – ha denunciato Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino – soprattutto in occasioni delicate come le visite mediche, quando si presentano anche 30 o 40 detenuti contemporaneamente, con un solo agente a presidiare”.
Nonostante il contesto critico, i visitatori hanno riconosciuto anche alcuni aspetti positivi. L’avvocato Marco Bosio, presidente della Camera Penale, ha dichiarato: “La situazione non è drammatica, perché ci sono attività, i detenuti sono seguiti sul piano medico e molti lavorano. Questo dà loro una prospettiva e un senso di utilità”. Tra le attività presenti a Valle Armea anche la produzione di infissi in PVC, che consente a molti reclusi di ottenere un impiego e uno stipendio, contribuendo così anche alla loro rieducazione.
Alla visita della mattina hanno partecipato, tra gli altri, il vicesindaco di Sanremo Fulvio Fellegara, il consigliere regionale Enrico Ioculano e il segretario di Nessuno tocchi Caino Sergio D’Elia, oltre ad altri esponenti del mondo politico e giuridico. L'incontro si è concluso con un appello accorato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Alla luce delle sue recenti dichiarazioni sul sistema penitenziario – ha affermato Bosio – chiediamo un suo intervento presso le Camere, affinché si trovino soluzioni concrete e immediate per migliorare le condizioni di vita dei detenuti e di chi lavora in carcere”.
Nel pomeriggio, il confronto si è spostato al Casinò. Dopo i saluti del sindaco Alessandro Mager, a presiedere l’evento è stato lo stesso Bosio. Sono intervenuti anche: Sergio D’Elia, il vicesindaco Fellegara, il garante regionale dei detenuti Doriano Saracino, il consigliere regionale Jan Casella, l’avvocato penalista Eugenio Aluffi, l’architetto Cesare Burdese e Stefano Petrella dell’associazione “Nessuno tocchi Caino”.
Una giornata intensa e necessaria, per ribadire che la pena non può mai tradursi in abbandono e che anche “l’altra città”, quella che vive oltre le sbarre, ha diritto a dignità, rispetto e giustizia.



























