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Attualità | 26 gennaio 2025, 07:15

"In memoria del conte Onorato I Lascaris di Ventimiglia", santa messa e cerimonia a Sant'Agostino

In programma diversi interventi e una commemorazione

"In memoria del conte Onorato I Lascaris di Ventimiglia", santa messa e cerimonia a Sant'Agostino

Una cerimonia in memoria del conte Onorato I Lascaris di Ventimiglia è prevista domenica 2 febbraio presso la chiesa di Sant'Agostino nella città di confine.

Alle 10.30 è in programma il ritrovo dei partecipanti e dei gruppi storici davanti alla chiesa di Sant'Agostino mentre alle 11 verrà celebrata da don Ferruccio Bortolotto una santa messa in suffragio del conte Onorato I Lascaris.

Seguiranno una foto ufficiale nel chiostro della chiesa e una solenne cerimonia nell'auditorium del complesso. Per l'occasione interverranno il sindaco Flavio Di Muro, l'associazione internazionale Regina Elena odv e si terrà la commemorazione di Onorato I Lascaris a cura di Andrea Carnino, vice segretario nazionale  amministrativo. "La partecipazione è libera" - fanno sapere gli organizzatori.

Onorato I Lascaris nacque intorno al 1420 a Tenda da Giovanni Antonio Lascaris e da Francesca Bolleris di Centallo. Fu il primo conte di Tenda e venne soprannominato “il grande” per aver ricostruito la Contea di Ventimiglia, che negli anni precedenti aveva perso il suo prestigio. Passò la sua adolescenza in Francia, a Montpellier, dove studiò. Visse alla corte di re Renato d’Angiò ad Aix en Provence, dal quale ottenne amicizia e fiducia. Il sovrano lo nominò prima Gran Ciambellano e Consigliere Regio, successivamente Vicario di Marsiglia e Arles, Signore di Chateauneuf de Grasse e La Garde les Grasse. Alla corte del re conobbe la sua prima sposa, Margherita Cossa, figlia del Gran Siniscalco di Provenza, Giovanni Cossa. Nel 1447, morta da qualche tempo la prima moglie, contrasse seconde nozze con Margherita del Carretto di Finale e si ritrovò al fianco del suocero nella lotta contro gli Adorno e Fregoso. Negli anni successivi Onorato, portò avanti il progetto di restituire gli antichi splendori alla Contea di Ventimiglia, entrando in contrasto con i Doria, i quali miravano agli stessi possedimenti desiderati dal conte. Qualche anno, si ritrovò a dover difendere i suoi territori di Tenda dai Savoia, i quali volevano conquistarli, perché ritenuti strategici. Per questo il 3 agosto 1453, si recò a Ventimiglia, per chiedere aiuto e protezione a re Renato d’Angiò. Le mire espansionistiche del Lascaris, iniziarono ad infastidire diversi nobili, che si allearono per contrastarlo. Nel 1474 alcuni dei suoi nemici, si unirono per organizzare la sua morte, riuscendo a coinvolgere un uomo fidato del conte, Pietrino Parpaglia, in cambio della promessa di un castello e ricchezze. Il 6 febbraio Onorato I Lascaris, morì in seguito ad avvelenamento nel suo castello di Tenda ma la seconda parte del piano dei congiurati, entrare nella fortezza del Lascaris, fu sventato dalla moglie Margherita che, scoperta la cospirazione, fece immediatamente intervenire le sue truppe. Sulla lapide funebre del conte esiste una leggenda, ancora oggi raccontata a Tenda, secondo cui il suo fantasma, spaventò uno dei traditori mentre era intento a scalfire l’incisione sulla lastra, impedendogli l’ultimo affronto. In seguito la consorte s’impegnò a mantenere la politica e i progetti del defunto marito, cercando, inoltre, d’avere giustizia e vendetta nei confronti dei cospiratori in qualunque modo, anche se illecito, guadagnandosi per la sua tenacia il soprannome d’Amazzone.

Elisa Colli

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