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Al Direttore | 19 aprile 2023, 18:58

Diagnosticato un tumore al polmone dopo il foglio di dimissioni per un nodulo: la protesta della figlia

Diagnosticato un tumore al polmone dopo il foglio di dimissioni per un nodulo: la protesta della figlia

Una nostra lettrice, Giusi Berlingò, ci ha scritto per segnarci una vicenda capitata alla madre di 75 anni, contestualmente all’improvvisa scoperta di una patologia di carattere oncologico:

“Mia madre ha dovuto ricorrere al pronto soccorso di Bordighera in un paio di occasioni a seguito di episodi di vomito accompagnati da perdita di sangue. In una prima occasione, il 20 gennaio scorso, è stata sottoposta a RX al torace dalla quale era già evidente la presenza di un nodulo al polmone, del tutto ignorata, tantomeno segnalata, dal personale sanitario della struttura, come evidenziato (anche al fine ovvio e comprensibile di declinare ogni responsabilità in proposito) da un medico che, il 6 aprile, ha redatto il foglio di dimissioni dell’ulteriore esame effettuato nell’occasione (il precedente foglio di dimissioni, che non riportava la patologia, era ad opera di altro medico). A mia madre, a seguito di TAC effettuata il 17 aprile, è stato diagnostico un tumore al polmone. Il medico di base ha pertanto prescritto un’ulteriore TAC urgente con MDC completa addome, torace, encefalo cranio con priorità prescrizione B (entro 10 giorni). A questo punto parte l’odissea di telefonate e appuntamenti sia da parte del medico di base che da parte di noi familiari per provare, inutilmente, a prenotare l’esame in tempi ragionevoli. È utile sottolineare come gli operatori, seppur gentili, si siano costantemente dimostrati in imbarazzo di fronte alla palese inefficienza del sistema che impedisce, di fatto, di rispettare scadenze previste per legge. L’ovvia alternativa è ricorrere a prestazioni private anche presso strutture pubbliche (con medici che all’Ospedale di Imperia, dopo le 22.00 si rendono disponibili a effettuare gli esami in giornata alla modica cifra di 840 euro presso un istituto pubblico). Ovviamente quanto sopra affermato è documentato. È ovvio che la patologia in questione comporta una tempestiva rilevazione nonché altrettanto rapidi approfondimenti per scongiurarne il peggioramento ed è parimenti ovvio che la struttura sanitaria locale non sia in grado, per motivi che esulano la comprensione del comune cittadino ma che, comunque, non dovrebbero essere di suo interesse, di occuparsi di tali questioni in modo puntuale ed efficace. A questo si aggiunge il pressapochismo di parte del personale medico ed operativo”.

La nostra lettrice ha anche scritto all’Urp dell’Asl per denunciare quanto accaduto.

Carlo Alessi

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