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Al Direttore | 18 settembre 2022, 09:34

Eze, borgo dalle memorie liguri nel Sud della Francia e luogo dove soggiornò Friedrich Nietzsche

Il racconto di Pierluigi Casalino

Friedrich Nietzsche

Friedrich Nietzsche

Nella Francia meridionale incontriamo Eza (oggi Eze, già sotto influenza provenzale e genovese, anche se per un certo periodo nutrì simpatie pisane), situata nelle Alpi Marittime che si affacciano sulla Costa Azzurra. Eza è una splendida cittadina arroccata nella roccia, con uno splendido giardino esotico sulla sua sommità, davvero grande e suggestivo. Questa città è conosciuta anche per le visite di Nietzsche, al quale è stato dedicato il sentiero che era solito percorrere durante la sua permanenza da queste parti.

Eza, ricca di ricordi liguri (anche Eze come i centri vicini fu interessata nel XV secolo al ripopolamento grazie a famiglie onegliesi, albenganesi e di Ventimiglia), ma anche e soprattutto sabaudi, ha un centro storico piuttosto compatto e non ci vorrà molto tempo per poterlo visitare. In un paio d’ore si percorreranno le sue belle vie e si vedranno tutte le attrazioni che la città ha da offrire. Si può considerare un altro paio d’ore se si intende percorrere interamente anche il sentiero di Nietzsche che scende fino al mare della Costa Azzurra. Il primo impatto con questa parte della Costa Azzurra, lontano da città trafficate e dal mare, è davvero piacevole. Una volta raggiunta Eza (Eze Village in francese) ci lasciamo stupire dai continui scorci che ci appaiono tra le sue vie, dove gli edifici in pietra si incastrano gli uni negli altri. Si tratta di un borgo di origine medievale (anche se preesistente all'epoca greca, fenicia e romana) e pertanto il verde all’interno dei vicoli storici è piuttosto limitato, se non nei grandi giardini esotici. Nonostante ciò gli abitanti e i negozianti hanno fatto di tutto per aggiungere piante e fiori attraverso vasi e rampicanti che ben si inseriscono nelle facciate delle case. Nel labirinto delle abitazioni non mancano porticati o larghi tunnel che si aprono su suggestive scalinate in pietra.

Durante i mesi estivi la pietra risplende illuminata dal sole, creando un paesaggio ancora più suggestivo. I numerosi archi e le strette vie che corrono lungo il centro cittadino medievale non sono stati costruiti a caso in questa maniera. L’obiettivo di questa struttura era infatti quello di rallentare eventuali nemici durante un ipotetico attacco in direzione del castello cittadino. Ad Eza la maggiore attrazione è il Giardino Esotico. Il Giardino Esotico di Eza è davvero meraviglioso e piuttosto grande, quasi quanto il sottostante centro storico. Inoltre, raggiungendo un’altitudine di 429 metri sul livello del mare, si può avere una delle più belle viste sulla Costa Azzurra e sull’intero borgo. Nelle giornate più serene si riesce addirittura a vedere le montagne della Corsica. La passeggiata all’interno del Giardino Esotico è ben segnalata da targhe che spiegano le varie sezioni. Dopo aver percorso il contorno del monte si sale fino alla sua sommità dove si trovano le rovine del castello. Sotto un’alternanza di scalinate, vaporizzatori, panche e scorci suggestivi si alternano ad alte piante grasse e cuscini spinosi. La varietà di piante qui presenti è davvero impressionante e affascinante e permette una rigenerazione anche fisica di chi si avvicina.

Questo giardino venne creato dopo la seconda guerra mondiale, grazie alla lungimiranza del sindaco dell’epoca che, aiutato da Jean Gastaud (creatore del giardino esotico di Monaco) coinvolse la cittadinanza in questa opera. Gli uomini trasportavano a spalla, in grandi sacchi, terra e ciottoli nelle quali mettere a dimora le piante. La posizione poco riparata dal sole era ed è l’ideale per il crescere di queste piante che, in alcuni punti, raggiungono altezze davvero impressionanti. Dall’inverno 2004, alle piante, che nel corso dei decenni hanno continuato ad aumentare, sono stati affiancati altri percorsi di relax o di arte, come la quindicina di statue di Jean Philippe Richard che rappresentano le Dee della Terra.L’area contemplativa, arredata con comode sedute davanti ad una cascata d’acqua, è un terrazzo isolato dal resto del percorso che permette di fermarsi qualche minuto e godere del panorama, lontano dal via vai dei visitatori. Arrivati sulla sommità del Giardino Esotico, nel punto più alto della città di Eza, si possono vedere i resti del castello (chateau). In realtà non è nulla di spettacolare, se non fosse per la natura insolita che li circonda. Solo un paio di muri definiscono il perimetro di quello che era l’antico castello. Questa costruzione è infatti molto antica e legata a stretto giro alla storia della città, che vede essere popolata già dall’età del ferro. In un primo momento le persone che abitavano questi luoghi si rifugiavano tra le rocce che compongono la montagna su cui sorge il borgo. Nei secoli l’evoluzione ha portato alla costruzione di case e di una prima fortezza che, nel XII secolo, è stata trasformata in castello dalla famiglia Eza.

L’obiettivo del castello era quello di controllare il territorio circostante, per questo la posizione scelta è la più alta dell’intero borgo. All’interno del castello vivevano i “castellans”, persone nominate dalla famiglia Eza che cambiavano ogni anno e che avevano l’obiettivo di proteggere la città da invasioni esterne. La storia del castello termina all’inizio del XVIII secolo, quando durante la guerra di successione spagnola Luigi XIV ordina la distruzione del castello, perché se occupato dal nemico avrebbe potuto interrompere la via di comunicazione che univa Villefranche e Monaco. Dal castello di Eza scende attraverso Giardino Esotico: da un lato il mare della Costa Azzurra e Cap-Ferrat, dall'altro l’area rocciosa che circonda la città e sulla quale si snoda la strada che prenderemo per raggiungere le gole del Verdon, il canyon più grande di tutta Europa. Una volta terminata la visita al giardino botanico di Eza e dopo essersi rilassati per i suoi sentieri, si può raggiungere la chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione. Per la verità, se si effettua il giro completo dei giardini, si sarà già passati davanti a questa che è la principale chiesa cittadina: si tratta di una chiesa particolarmente affascinante rispetto alle altre che si potranno vedere nei piccoli paesini della Provenza e della Costa Azzurra, ma vale la pe di soffermarsi all’interno delle sue mura risalenti al XVIII secolo. La chiesa di Nostra Signora dell’Assunzione è stata costruita sui resti di una precedente chiesa crollata pochi anni prima e venne progettata da un architetto italiano.

La Chapelle des Pènitens Blancs, o cappella dei Penitenti Bianchi, è la cappella della Santa Croce. Il suo nome è riconducibile al colore delle vesti della confraternita laica che era usuale riunirsi all’interno di questa cappella. Nelle riunioni venivano fatti atti di penitenza, assistendo malati di peste e diseredati. All’interno della Chapelle des Pènitents Blancs, si trova un’esposizione di arredamenti sacri. La cappella dei Penintenti Bianchi è nota principalmente perché fu qui che gli abitanti di Eza votarono la riannessione alla Francia nel 1860, con esito affermativo, se pur anche qui secondo un consenso pilotato dalla ragion di Stato. Appena usciti dal borgo medievale di Eza, subito a destra della via che riconduce al parcheggio cittadino, si trova l’ingresso al sentiero di Nietzsche. Questa zona porta il nome del famoso filosofo, perché Nietzsche era solito  percorrerlo durante i suoi soggiorni in città. Si narra inoltre che proprio risalendo questo sentiero avesse composto uno dei capitoli del suo celebre Così parlò Zarathustra. E Nietzsche recuperava ad Eze quella vis combattiva tipica dei Liguri, che il filosofo aveva pure incontrato a Genova, e che è alla base dello spirito di contrasto delle contraddizione che consentirà alle nostre genti di dominare gli eventi nel corso della loro storia.

Pierluigi Casalino  

Redazione

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