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Politica | 04 agosto 2022, 10:44

Sanità nel ponente: il gruppo politico della Fos di Sanremo "Ha ragione Scajola, via i campanilismi"

Pronto un documento di proposte da consegnare al nuovo Direttore Generale di Asl 1 Imperiese

Sanità nel ponente: il gruppo politico della Fos di Sanremo "Ha ragione Scajola, via i campanilismi"

Il gruppo di cultura politica della Federazione Operaia Sanremese, dopo le decisioni assunte dalla Giunta Regionale della Liguria per l'Ospedale di Bordighera e per la nomina del nuovo Direttore Generale di Asl 1, interviene per completare le riflessioni sulle difficoltà in cui si trovano gli attuali stabilimenti ospedalieri (Sanremo, Imperia e Bordighera), elaborando una proposta organica.

Il gruppo condivide (in via di principio) le dichiarazioni rilasciate a Sanremo News dal Presidente della Provincia, nonché Sindaco di Imperia, Claudio Scajola rispetto all'Ospedale Nuovo e Unico e alla necessità di organizzare diversamente l'attività degli attuali ospedali. In particolare, l'affermazione: “Via i campanilismi, via le lotte fra Imperia e Sanremo, che sono ridicole”.

“Riteniamo opportuno – evidenzia il gruppo - rendere pubblici alcuni passaggi (quelli più significativi) di un documento che consegneremo, dopo il suo insediamento, al nuovo Direttore Generale di Asl 1 e che invieremo a tutti i soggetti che hanno responsabilità di decisione (nell'ambito della Regione Liguria) in materia di Sanità”. Il titolo (provvisorio) del documento è ‘Gli attuali Stabilimenti Ospedalieri in Asl1: riflessioni e proposta organica per la fase di transizione’.

I passaggi principali del documento sono:
- necessario (indipendentemente dai tempi di realizzazione dell'Ospedale Nuovo e Unico) elaborare un piano organico per la ‘fase di transizione’:
Il Piano Organico si rende necessario e urgente per due ordini di motivi: il primo, mettere a rete l'intera offerta ospedaliera di Asl 1; il secondo, il territorio soffre (in modo rilevante) della mancanza di medici specialisti, data  l'assenza di incentivi, le difficoltà nella mobilità e il limitato numero di studenti, residenti sul territorio, che si iscrivono alle facoltà di Medicina.

Una proposta semplice ma chiara nelle finalità, ovvero realizzare un ‘Ospedale unico virtuale’, articolato sul territorio mediante l'utilizzo di tutti gli stabilimenti  ospedalieri esistenti. “Qualora le finalità di questa proposta fossero condivise a livello politico ed istituzionale (relegando in un angolo i possibili campanilismi) – prosegue la Fos - gli attuali stabilimenti ospedalieri (Sanremo, Imperia e nei limiti del possibile anche Bordighera) potrebbero essere utilizzati nel modo seguente, con l'ospedale di Sanremo che dovrebbe assicurare: un Dea di 1° livello, la dialisi, il padiglione ‘Giannoni’ dedicato alle malattie infettive, la disponibilità di 30/40 posti letto adibiti ad ‘Ospedale di Comunità’. L’ospedale di Imperia dovrebbe assicurare: un Dea di 1° livello, la dialisi, e la disponibilità di 30/40 posti letto adibiti ad Ospedale di Comunità”.

Per quanto riguarda i reparti necessari, secondo la Fos per ogni singola specialità e per l'intero territorio di Asl 1, dovrebbero essere assicurati ognuno in una unica sede (il che significa: niente doppioni, salvo qualche rarissima eccezione). Rispetto alla dislocazione dei singoli reparti necessari, la conferenza dei Sindaci (massima istituzione territoriale in materia di sanità pubblica) deve dare un indirizzo chiaro e il più unitario possibile alla Regione e alla direzione di Asl 1.

Relativamente al ‘Saint Charles’, tenuto conto delle decisioni assunte dalla Regione e delle dichiarazioni fatte a Bordighera il 21 luglio scorso la Fos sostiene che “E’ necessario che nell'ambito di quel Compendio Ospedaliere vengano assicurati: un ‘Ospedale di Comunità’ con almeno 20 posti letto per rispondere alle indicazioni contenute nel Pnrr in materia di medicina di prossimità, una ‘Casa della Comunità’  (la 6a sul territorio di Asl 1 e la 2a nel distretto di Ventimiglia). Rispetto a questa 6a ‘Casa della Comunità’ non occorrono risorse aggiuntive o dal Pnrr”.

“In questo contesto – dice la Fos - il ‘Saint Charles’, pur essendo gestito (a partire del 1° gennaio 2023) da un soggetto privato ma in convenzione con il servizio sanitario regionale; potrebbe far parte (nei modi possibili) del piano organico per la realizzazione di un ‘Ospdale unico virtuale’ per l'intero territorio di Asl 1. Per ultimo, ma non meno importante, è necessario che nell'ambito delle strutture ospedaliere esistenti e nei 3 distretti sanitari, venga assicurato un ampio ventaglio di servizi e ambulatori specialistici al fine di ridurre i tempi di attesa”.

“Rispetto alle diverse problematiche affrontate – termina la Fos - riteniamo utile evidenziare che almeno in questa fase i problemi non sono di carattere economico come nel passato, ma sono legati alla mancanza di personale e alla carente progettualità delle nostre Istituzioni”.

Carlo Alessi

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