Le indicazioni dei principali gruppi bancari circa un possibile stop all’acquisto dei crediti d’imposta legati ai bonus edilizi confermano le preoccupazioni espresse da CNA in merito alle continue modifiche normative che hanno introdotto forti limitazioni ai soggetti autorizzati ad acquisire i crediti.
"Una situazione gravissima, che mette a repentaglio la sopravvivenza di centinaia di imprese sul nostro territorio, la maggior parte di quelle che hanno concesso sconti in fattura e che ora non riescono a monetizzare i crediti fiscali a causa del blocco o dell’enorme rallentamento dell’acquisto dei crediti da parte delle banche": così il presidente di CNA Costruzioni, Marco Zagni ed il presidente di CNA Installatori Impianti, Luca Falco, che denunciano gravissimi pericoli nella tenuta del comparto casa in conseguenza delle nuove norme sulla cessione dei crediti, che sta di fatto ancora una volta bloccando gli incentivi. Stimiamo che solo in Provincia di Imperia – prosegue -il 20% delle imprese del settore costruzioni siano a rischio default, a causa dei crediti fiscali non smobilizzabili. Imprese che, senza un intervento tempestivo, non potranno pagare i fornitori, i dipendenti, costretti quindi a fallire. E come conseguenza di questa situazione, si sta già registrando non solo un forte rallentamento degli interventi edilizi, ma anche un blocco dei cantieri".
Ed incalza Luca Falco: "Di fatto le imprese stanno svolgendo un ruolo improprio, quello di intermediario che anticipa ai committenti dei lavori i benefici degli incentivi riconosciuti dallo Stato. Ribadiamo che l’efficacia degli strumenti di incentivazione è strettamente connessa alla stabilità nel tempo e alla chiarezza delle misure. Dopo la paralisi provocata dal decreto antifrodi, le modifiche alla norma che consentono fino a tre cessioni dei crediti a intermediari autorizzati non sono state efficaci per far ripartire il mercato dei crediti d’imposta. L’impossibilità per le banche di effettuare una ulteriore cessione dei crediti a soggetti interessati ad utilizzarli espone infatti le micro e piccole imprese che hanno effettuato lo sconto in fattura ai propri clienti a gravissimi rischi di liquidità. L’estensione fino a quattro cessioni prevista nel decreto energia in fase di conversione va nella giusta direzione per riattivare il mercato".
"Non è ammissibile - concludono Luca Falco e Marco Zagni - cambiare di mese in mese le condizioni di applicazione degli incentivi perché un’impresa, grande o piccola che sia, non lavora alla giornata, ma programma la propria attività in un medio lungo periodo. Forse non è ben chiaro che gli imprenditori sulla base di contratti sottoscritti con i vari Istituti di credito hanno pianificato gli interventi, acquistato nuova attrezzatura e materiali, alcuni dei quali quasi introvabili ed a prezzi in continuo aumento o addirittura assunto nuova manodopera. Occorre la stabilità delle norme sino al termine degli incentivi. È dunque di urgenza assoluta che il Governo intervenga subito per riattivare il sistema degli incentivi edilizi attraverso il superamento dei limiti e delle rigidità del sistema bancario e di Poste Italiane, permettendo ai bonus di sostenere una componente molto rilevante della domanda interna e concorrendo a raggiungere davvero gli obiettivi di risparmio energetico".

















