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Attualità | 06 novembre 2021, 07:11

Imperia, lettera aperta di Assoconsum a Rivieracqua: “Servizio di bassa qualità e utenti lasciati in balia di strategie politiche e ritardi"

Il Comitato ‘Acqua Cara in Bolletta’ punta il dito sulle continue rotture dell'acquedotto Roja, crisi idrica estiva, rete fognaria colabrodo e su un sistema di depurazione definito "deficitario"

Imperia, lettera aperta di Assoconsum a Rivieracqua: “Servizio di bassa qualità e utenti lasciati in balia di strategie politiche e ritardi"

“Facendo eco alle molteplici proteste (in realtà esasperazioni) dei cittadini residenti nei comuni di Diano Marina, Diano Castello, San Bartolomeo al Mare, Cervo e Andora, ribadisco che l'acqua è un bene comune non una merce”. Inizia così la lettera che l’avvocato Giulio Muzio di 'Assoconsum Liguria' ha scritto per conto del 'Comitato Acqua Cara in Bolletta', costituita a Imperia da un gruppo di consumatori con l'obiettivo di difendersi dai disservizi e dall’aumento delle tariffe del consorzio idrico indirizzata nei mesi scorsi al gestore e al commissario dell’Ato idrico Gaia Checcucci senza ricevere risposta e che, ora, ha deciso di rendere pubblica. 

“I cittadini - consumatori -sottolinea Muzio  per il comitato - sono lasciati in balia di strategie politiche e ritardi e il  servizio di bassa qualità”

Sulla scorta dei principi scaturenti dalla Direttiva 2000/60/CE, secondo cui ‘l'acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale’, a cui segue la comunicazione 177 la quale ribadisce che ‘l'acqua potabile è un diritto universale,  dovrebbe caratterizzarsi l'integrale attività del gestore e a maggior ragione il suo operato dovendo conformarsi a detto assunto, trattandosi di un soggetto a completa partecipazione pubblica, quale risultato della battaglia referendaria all’epoca svoltasi".

"Ed invece lo scenario nell'imperiese è di tutt'altra natura: rotture delle condutture dell'acquedotto Roja all'ordine del giorno, crisi idrica estiva permanente con gravi ripercussioni per le stagioni turistiche, rete fognaria ridotta a un ‘colabrodo’ e un sistema di depurazione dei reflui deficitario  che ha lasciato irrisolto il nodo sollevato dall’infrazione comunitaria per il Comune di Andora e che ha portato al sequestro da parte dell'Autorità di Polizia l'impianto di Imperia, per lungo tempo inattivo".

"Queste considerazioni non sono frutto di ipotesi fantasiose, ma sono documentate da fatti notori. basta digitare ‘Rivieracqua’ sui giornali on line e si potranno attingere in sequenza temporale i disservizi della gestione idrica, e, non solo, le criticità descritte possono rintracciarsi nel Piano d'Ambito e nel vostro altisonante ‘Business Plan’. Di fronte a un tale stato di disservizio drammatico, mi corre l'obbligo di rammentare il contenuto dell'art. 154, comma1 del Digs 152/2006, secondo il quale ‘la tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei costi di gestione delle opere, e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, nonché di una quota parte dei costi di funzionamento dell'ente di governo dell'ambito, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio secondo il principio del recupero dei costi e secondo il principio chi inquina paga'”.

"La proporzionalità del corrispettivo alla qualità del servizio prestato e agli investimenti per l'adeguamento delle opere stabilita nella menzionata disposizione è stata dal gestore puntualmente disattesa e il costo della bolletta ha subito un incremento spropositato. Il medesimo documento fiscale giustifica l'incremento tariffario per l'annualità 2020 sulla base delle componenti previste da Arera in applicazione della delibera n.580/2019. Tuttavia la determinazione della tariffa con i suoi criteri metodologici non si evince neppure nel sito della società o in quello istituzionale di A.T.O., ledendo in tal modo al principio della partecipazione contenuto all'art. 1 della Carta dei Servizi"

"A motivo di ciò, Assiconsum richiede tutta la documentazione inerente iter di approvazione della tariffa vigente, ivi compreso il Piano Economico Finanziario e il Programma degli interventi.L'associazione richiede tutti i documenti a corredo del progetto di realizzazione della muova rete idrica del Roja e dell'allacciamento dell’impianto di Andora al depuratore di Imperia con relativi crono-programmi di approvazione dell'iter amministrative e di realizzazione delle opere. Infine, il gestore viene costituito formalmente in mora per quel che concerne la restituzione decennale dell’indebito prelievo della quota di depurazione in favore della generalità degli utenti serviti attualmente dall'impianto di Andora non a norma dì legge e in favore della generalità degli utenti serviti dall'impianto di Imperia limitatamente al periodo di inattività del medesimo”. 

Diego David

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