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Politica | 24 settembre 2021, 07:51

Sanremo: futuro delle Rsa pubbliche, il gruppo politico della Fos chiede una 'unione' tra Casa Serena e 'Borea-Massa'

“Si sviluppi una proficua discussione per verificare la possibilità di un nuovo progetto che consenta di mantenere nell'ambito della cosa pubblica ‘Casa Serena’ senza che questa continui a rimanere, in prospettiva, parte integrante del bilancio comunale come ad esempio la Rsa ‘Borea-Massa’ il cui Cda è nominato dal Comune”.

Sanremo: futuro delle Rsa pubbliche, il gruppo politico della Fos chiede una 'unione' tra Casa Serena e 'Borea-Massa'

Il gruppo di cultura politica della Federazione Operaia Sanremese, nell'ambito di un contributo sull'assistenza socio-sanitaria del distretto di Sanremo, con riferimento alle residenze per le persone anziane o fragili, rispetto a ‘Casa Serena’ ha più volte espresso nei mesi trascorsi la propria contrarietà alla vendita ai privati, suggerendo altre ipotesi proponibili per far fronte ai problemi di bilancio della Rsa.

A tale riguardo il gruppo ha confermato che era ed è tuttora necessario tenere in conto i tre seguenti obiettivi:
- mantenere, in un momento così delicato, nelle mani pubbliche un servizio importante per le persone anziane e fragili;
- non alienare (date anche le ampie risorse presenti nel PNRR in materia di sanità e assistenza sociosanitaria) una struttura così rilevante dal punto di vista delle infrastrutture sociali;
- non far più pesare la gestione di ‘Casa Serena’ (come avviene per il ‘Borea-Massa’) sul bilancio comunale.

“La nostra proposta in merito – evidenzia il gruppo - è quella di realizzare, mediante il coinvolgimento anche della Regione (date le sue competenze in materia di sanità e assistenza), un polo costituito dalle due strutture residenziali pubbliche di Sanremo (‘Casa Serena’ e ‘Borea-Massa’), sulla base dei seguenti punti qualificanti:
- una nuova ed unica governance;
- la messa a disposizione, da parte della Regione, di finanziamenti mirati o linee di credito (a lungo termine) per la messa in sicurezza e ammodernamento delle due strutture;
- l'ingresso di possibili soggetti privati (partnership);
- utilizzare al meglio tutte le sinergie che tale sistema può produrre”.

Il Gruppo di Cultura Politica della FOS, dopo quello che è successo in soli 20 giorni e la possibilità di revoca della recente aggiudicazione, rilancia le proposte già avanzate nello scorso maggio, considerandole oggi più che mai realizzabili e non demagogiche: “La nostra proposta non intende eludere i problemi economici e gestionali della residenza assistita, che però vanno visti all'interno di un percorso che tenga conto della difesa di valori sociali rilevanti. Su questi valori la Politica Cittadina si misuri nel merito partendo da due constatazioni oggettive:
- non si può ragionare solo in termini di bilancio, la scelta della maggioranza in questo senso è erronea;
- vanno rimosse tutte le furbizie delle minoranze (data la non presentazione di un progetto alternativo credibile) perché sono inaccettabili”.

Se il Comune dovesse ritornare in pieno possesso di ‘Casa Serena’, il gruppo della Fos chiede l’apertura di una ampia riflessione tra i diversi gruppi consiliari e tra le forze politiche cittadine: “Si promuova inoltre – termina - un confronto serio ed impegnativo con i sindacati (confederali e di categoria), con le associazioni delle imprese, con il ‘Terzo Settore’, con le associazioni del volontariato (che si occupano di anziani) e poi si torni in Consiglio comunale per un confronto pubblico su progetti, anche alternativi o complementari, ma seri e percorribili”.

L'appello è preciso: “Si sviluppi una proficua discussione per verificare la possibilità di un nuovo progetto che consenta di mantenere nell'ambito della cosa pubblica ‘Casa Serena’ senza che questa continui a rimanere, in prospettiva, parte integrante del bilancio comunale come ad esempio la Rsa ‘Borea-Massa’ il cui Cda è nominato dal Comune”.

Redazione

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