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Attualità | 10 giugno 2021, 08:17

“Come ti senti?” al CNOS FAP di Vallecrosia i docenti si interrogano sul benessere dei ragazzi

Negli ultimi mesi, durante i quali si è incrementata la didattica in presenza, l’equipe di docenti e tutor insieme alla dott.ssa Marta Tasselli, psicologa del centro, ha costruito un questionario da sottoporre a tutti gli allievi per sondare il loro benessere.

“Come ti senti?” al CNOS FAP di Vallecrosia i docenti si interrogano sul benessere dei ragazzi

In questo particolare anno scolastico, segnato da un alternarsi di lezioni in presenza e didattica a distanza, il Centro di Formazione Professionale CNOS FAP di Vallecrosia ha scelto di interrogarsi sul benessere dei propri allievi, in merito alle loro emozioni e alla loro percezione della difficile situazione attuale. Il carisma salesiano, infatti, pone al centro il ragazzo e la sua famiglia ritenendo fondamentale l’ascolto, il dialogo e l’accompagnamento in tutte le fasi della vita.

Negli ultimi mesi, durante i quali si è incrementata la didattica in presenza, l’equipe di docenti e tutor insieme alla dott.ssa Marta Tasselli, psicologa del centro, ha costruito un questionario da sottoporre a tutti gli allievi per sondare il loro benessere.

Riprendendo l’idea di Don Bosco di passeggiare all’aperto insieme ai giovani, si è scelto di somministrare il questionario singolarmente nei nostri bellissimi spazi esterni: questo ha permesso sia di garantire la riservatezza e la discrezione, agevolando una relazione libera con la psicologa che li ha affiancati nella compilazione, sia di minimizzare i rischi legati al contagio.

Le risposte dei più di cento ragazzi a cui è stato somministrato il questionario sono incoraggianti, poiché fanno emergere un buon grado di benessere e la presenza di emozioni sane a fronte del periodo trascorso.

È emerso che i ragazzi in questo momento ritengono di stare molto bene, ma ammettono di aver avuto abbastanza paura della pandemia e di essersi sentiti, da marzo 2020 a oggi,  tristi, sorpresi, ansiosi e confusi. Dopo l’iniziale piacere di poter riscoprire la bellezza di passare più tempo con la propria famiglia, i nostri ragazzi, come tutti gli adolescenti, segnalano di aver patito particolarmente le restrizioni legate al poter uscire liberamente, al coprifuoco, al non vedere gli amici, al non poter frequentare regolarmente la scuola in presenza e al non poter uscire dal comune di residenza.

I ragazzi si attribuiscono una buona partecipazione durante i periodi di didattica a distanza e riconoscono un buon accompagnamento da parte della scuola, riscontrando, tuttavia, alcune difficoltà nell’uso della tecnologia.

Infine gli allievi affermano di preferire come modalità didattica quella in presenza, perchè permette di interagire con gli altri e facilita comprensione e attenzione. Apprezzano allo stesso modo la modalità mista, presenza e didattica a distanza, perché ritenuta più comoda permettendo di rimanere ogni tanto a casa.

Anche se felici di poter incontrare amici e docenti, molti allievi lamentano una fatica nel rispetto delle norme per la prevenzione del contagio, quali mascherina e distanziamento sociale.

Dopo un’attenta analisi dei risultati, si è deciso, come d’abitudine,  di condividere le conclusioni con le famiglie al fine, non solo di metterle a conoscenza dei risultati, ma anche di rafforzare quello che è uno dei nostri cardini e punti di forza: l’alleanza tra scuola e famiglia.

I docenti e i tutor hanno avuto il piacere di incontrare ragazzi entusiasti di poter venire a scuola, attribuendo a quest’ultima non solo un ruolo puramente educativo, ma anche e soprattutto di incontro, dialogo e relazione: tuttavia è innegabile che gli allievi abbiano vissuto con difficoltà e insofferenza le norme di distanziamento sociale a scuola.

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