Nel momento della ripartenza anche la musica e l’arte di strada chiedono di poter ritornare a vivere. A Sanremo, così, torna nel mirino degli artisti il regolamento che già qualche anno fa fece tanto discutere guadagnandosi anche la ribalta nazionale facendo sponda sulla fama della ‘Città della Musica’.
A puntare il dito è Sergio Caputo, noto violinista sanremese, che ha affidato i propri pensieri a un posto su Facebook che sta raccogliendo l’apprezzamento di molti colleghi locali e non solo. Scrive Caputo: “La musica a Sanremo. Circa un mese fa suonavo a Genova per strada, puoi metterti dove vuoi in tutta la città, a Cuneo è permesso già da tempo anche a Torino si può andare da un paio di settimane. A Sanremo ancora no, nonostante per qualcuno sarebbe l’unico lavoro possibile. E comunque non è neanche facile”.
Il “non essere facile” è un chiaro riferimento al regolamento che in città ha reso più complessa del previsto la vita di artisti e musicisti. Continua Caputo: “Devi fare il permesso e portare i documenti dai vigili, puoi suonare 7 giorni al mese dicendo in anticipo il luogo, il giorno e l’orario della tua esibizione, se suoni uno strumento a corda e ti vuoi amplificare devi essere diplomato al conservatorio e iscritto alla Siae, non puoi suonare musica di altri (diritto d’autore), non puoi vendere i tuoi Cd (anche se hai già pagato le tasse con il bollino Siae e puoi venderlo), ti devi spostare ogni 30 minuti, non puoi usare delle basi”.
E poi una sconsolata conclusione: “Sul regolamento c’è scritto che Sanremo riconosce l’arte di strada come fenomeno culturale e ne valorizza tutte le forme espressive…”.
Il post di Caputo ha subito incontrato i favori di molti colleghi musicisti. La bella stagione ancora deve iniziare, ma il mondo degli artisti sembra già insoddisfatto per il trattamento nella ‘Città della Musica’.














