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Attualità | 14 aprile 2021, 07:28

Taggia: espropri in regione Bruxiae, in attesa di una soluzione Terra di Confine avvia raccolta fondi

"Stiamo procedendo, tramite il nostro avvocato, a verificare lo stato della 'somma urgenza' e cerchiamo di capire perché debbano obbligatoriamente passare sul nostro terreno, invece di spostare il tracciato di 15 metri e schivarci".

Taggia: espropri in regione Bruxiae, in attesa di una soluzione Terra di Confine avvia raccolta fondi

A Taggia, Terra di Confine ha avviato una raccolta fondi per ricostruire le strutture necessarie a ospitare gli animali presi in cura e riabilitati. Sul terreno che ospita questa realtà ne è nata una battaglia a colpi di carte bollate con il Comune.

L'associazione si è rivolta all'avvocato Alberto Pezzini di Sanremo, per essere tutelata di fronte all'esproprio necessario a costruire una nuova viabilità di collegamento su Regione Bruxiae. Dall'altra parte il Comune si è affidato all'avvocato Ivo Tiri. 

Il problema è noto: la nuova strada attraversa diverse proprietà, tra queste c'è quella di Terra di Confine. Con l'eliminazione di questa porzione di terreno, l'associazione ha ribadito a più riprese, di non poter andare avanti con la sua attività di addestramento e recupero cani, cavalli e rapaci. 

In questi giorni c'è stato un confronto tra le parti nell'ottica di valutare una soluzione che a oggi non sembra percorribile. "A detta del legale del Comune sembra che non ci fosse l'intenzione di arrivare allo scontro ma di concordare una soluzione - affermano da Terra di Confine - La prima opzione valutata è che il Comune avrebbe dovuto contribuire anche alle spese di un’eventuale ricostruzione di quanto ci è stato tolto. I 50mila euro della raccolta fondi, sono la stima minima dei danni – solo materiali, animali esclusi, esclusi i danni morali, emotivi, psicologici per noi, per gli animali e per chi frequenta il nostro centro – che la costruzione della strada ci arrecherebbe".

Qual è la soluzione che era stata immaginata? "Secondo la proposta dell’avvocato del Comune l'incontro doveva servire per valutare lo spostamento temporaneo dei rapaci in altro luogo, per poi riportarli nel terreno che ci rimane. - spiegano - Per animali delicati, con particolari sensibilità all’ambiente in cui vivono, spostamenti del genere sono pericolosissimi, provocherebbe un enorme stress agli animali e ne potrebbe causare la morte. Già un barbagianni, fra quelli in detenzione da sequestro, è morto e per questo è stata presentata una denuncia penale in procura e un altro è fuggito, quindi a rischio di morte, non essendo abituato a cacciare. Entrambi i fatti causati dall’ingresso degli operai, quando hanno messo la rete da cantiere per delimitare l’area lavoro". 

"Con il Comune è stata valutata anche la possibilità di arrivare all'esproprio del terreno a noi adiacente. - aggiungono dall'associazione - Si tratta di una campagna abbandonata adiacente al nostro. Il Comune si sarebbe fatto carico di fornircelo in sostituzione della porzione a noi espropriata. In questo modo, lo spostamento sarebbe stato minimo in un ambiente non diverso da quello cui sono abituati i rapaci e ci avrebbe garantito una superficie di lavoro adeguata alle richieste normative della ASL".

In attesa di verificare la percorribilità di questa strada l'ufficio Lavori Pubblici ha sospeso i lavori? "In effetti i lavori sono stati fermati, ma, purtroppo, la disponibilità del terreno adiacente sembra non esserci. La proprietaria non vuole né vendere né affittare e, a quanto pare e misteriosamente, il Comune non vorrebbe espropriare. Eppure la somma urgenza al centro di tutti questi problemi mi risulta ancora attiva. Forse non c'è la volontà di farlo e non riusciamo a capirne i motivi. - denunciano dalla associazione - Stiamo procedendo, tramite il nostro avvocato, a verificare lo stato della 'somma urgenza' e cerchiamo di capire perché debbano obbligatoriamente passare sul nostro terreno, invece di spostare il tracciato di 15 metri e schivarci. A pensar male, sembrerebbe ci sia una sorta di volontà di danneggiarci".

Adesso che cosa farete? "Noi continuiamo a lottare. - replicano da Terra di Confine - Abbiamo sempre fatto sacrifici. Se la cifra di questa raccolta fondi può sembrare esagerata e magari è un’utopia, non importa. Questo è solo il valore materiale delle strutture presenti in scuderia. Il valore sentimentale, sociale, morale di Terra di Confine è molto, ma molto più alto. Grazie a chi darà il proprio contributo. Non importa l’entità, importa il cuore di averlo fatto". 

Stefano Michero

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