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Cronaca | 10 aprile 2021, 13:26

Sanremo: è morto il Dottor Giovanni Battista Conrieri, molto conosciuto anche come scrittore, giornalista e poeta

Sanremo perde sicuramente un cittadino illustre e benemerito che per la sua città ha fatto moltissimo, dedicando tempo, passione e moltissimi scritti che negli anni hanno ottenuto vari riconoscimenti. Conrieri lascia la moglie Graziella e le figlie Stefania e Silvia.

Sanremo: è morto il Dottor Giovanni Battista Conrieri, molto conosciuto anche come scrittore, giornalista e poeta

E’ morto questa mattina, dopo una lunga malattia all’età di 82 anni, il dottor Giovanni Battista Conrieri. Ha anche proposto, per tanti anni, i suoi scritti su La Stampa, Secolo XIX e l’Eco della Riviera prodigandosi moltissimo per valorizzare, promuovere e difendere i valori culturali e le tradizioni della Liguria e in particolare della città di Sanremo cui era profondamente legato.

Era molto conosciuto in città sia come medico otorino e odontostomatologo sia come poeta, scrittore e giornalista. Sanremo perde sicuramente un cittadino illustre e benemerito che per la sua città ha fatto moltissimo, dedicando tempo, passione e moltissimi scritti che negli anni hanno ottenuto vari riconoscimenti. Conrieri lascia la moglie Graziella e le figlie Stefania e Silvia.

Questi gli ultimi pensieri rivolti a lui dalla figlia Stefania e, sotto, una sua bellissima poesia (Malachite): “Quei pezzi di vita trascorsa insieme si sono all’improvviso messi in fila, uno dietro l’altro come le pagine di un libro. In questi giorni i ricordi rimbombavano così forti e vividi che sembrava un sogno. Quella volta in cui da bambina mi avevi portata a vedere Flash Gordon al cinema, la gita sulle Dolomiti in cui ti eri slogato la caviglia e ti eri appoggiato a me, per tutta la discesa, come un bastone, le avventure a Collodi dove mi portavi ogni anno perché coltivare la fantasia è la qualità dei giusti come dicevi sempre, le scorpacciate di giuggiole nella campagna delle Ville. E poi le chiacchiere nella piazzetta dei Dolori della Pigna in cui ci mettevamo con il naso all’insù a guardare i soffitti affrescati della casa in cui eri nato, mentre tu mescolando fantasia e realtà, facevi volare nell’aria come coriandoli i tuoi ricordi di bambino. Sembrava di vederlo davvero il vecchio Baccì mentre con i suoi stracci vecchi risaliva per i carruggi trascinando stancamente il suo mulo maleodorante e il peso della sua sfortunata esistenza. E sembrava di scorgerla veramente la tua tata Chiarina, debole di cuore e sempre più raggrinzita nella sue vesti spelacchiate, che ti chiamava a perdifiato dalla grande finestra sulla piazzetta, con una mano sul petto: “Cicci, torna a casa che è tardi! Cicci dove ti sei, mi farai morire di crepacuore così?”.

“La fantasia ha imperato ovunque nella tua vita, nei tuoi libri, nelle tue poesie, nei tuoi racconti dove la realtà si è sempre inchinata di fronte  all’immaginazione e le ha obbedito sommessamente. Spesso, ti vedevamo perso nei tuoi pensieri. Dovevi assecondare quel lacerante  bisogno di allontanarti e di isolarti per scrivere sulla tua vecchia macchina 22 che sentivamo ticchettare per ore. Facevi allora quel salto sugli alberi come Cosimo nel Barone rampante per diventare un tutt’uno con quel paesaggio del Ponente ligure aspro e incantato che amavi più di ogni altra cosa. Solo da lassù, sulle terrazze scoscese e assolate di ulivi secolari, lo sguardo diventava limpido, i pensieri scivolavano leggeri sulla carta e le cose cominciavano a capirsi meglio. Nessuno potrà dimenticare l’amore sfrenato per la tua terra, la Liguria e per la città di Sanremo di cui hai cercato per tutta la vita di difendere la bellezza, la cultura e le tradizioni che giorno dopo giorno vedevi sgretolarsi. Medico, scrittore, giornalista e poeta hai fondato il Circolo Ligustico ‘Arti e ambiente’ di Sanremo, ideando e coniando il ‘Cigno Ligustico’, un logo raffigurante un bianco cigno stilizzato, a forma di ‘L’, con l’azzurro del mare e il verde delle terre liguri a indicare quelle due Ligurie, una costiera, la civiltà del mare e una di montagna, la civiltà dell’ulivo che si sfiorano senza mai toccarsi. Ora ti immagino proprio come Cycnus, l’antico re dei Liguri trasformatosi nel candido volatile per il dolore della perdita dell'amico Fetonte. Gli dei, colti da pietà, ti hanno accolto in cielo nell'omonima attuale costellazione. E noi, proprio nell’ora più buia, non smetteremo mai di osservarti. ‘Cycnus, autem, rex Liguriae, qui fuit  Phaethonti propinquus, dum deflet propinquum, in Cygnum conversus est…’. Ti saluto con questa tua poesia, Malachite, una delle mie preferite”.

Carlo Alessi

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