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Al Direttore | 29 marzo 2021, 11:36

Vaccino anti covid, il racconto di un'insegnante: “Mi hanno prenotato la dose per domenica, ma ho trovato il centro di Taggia chiuso”

“Dato che per domenica avevano poche prenotazioni hanno deciso di vaccinare solo il sabato”

Il centro vaccini di Taggia

Il centro vaccini di Taggia

Rita Cirillo, insegnante di Sanremo, scrive alla nostra redazione per raccontare quanto accaduto ieri al centro vaccinale di Taggia.

Sono un'insegnante di Sanremo, di quelli che stanno facendo lezione in presenza, ho 62 anni  e vorrei raccontare la mia esperienza. All'inizio ci hanno detto che avremmo potuto prenotare la vaccinazione sull'apposito sito, ma in realtà il sito accetta solo gli ultraottantenni.
Poi ci hanno detto che avremmo potuto prenotare attraverso il nostro medico di base, ma solo pochi ci sono riusciti, molti medici, tra cui il mio e quelli di altri colleghi, ci hanno risposto che non era compito loro e che saremmo stati contattati dall'Asl. 
Questa volta è vero e infatti il 15 marzo mi fissano un appuntamento per domenica 21 alla stazione nuova di Taggia. Perché non al Palafiori a Sanremo? Non si può. Pazienza, prenderò la macchina.
Poche ore dopo arriva però la notizia che AstraZeneca è stato bloccato, il 18 viene ufficialmente sbloccato, ma la mia vaccinazione viene comunque rimandata (attraverso una mail alla scuola) alla domenica successiva, 28 marzo, stesso orario. 
Era ieri: mi reco alla stazione, ma le aree per i vaccini sono chiuse, non c'è un cartello, nessuno a cui chiedere informazioni, i numeri verdi sono attivi solo dal lunedì al venerdì, il numero di Genova da cui mi avevano chiamato per la prenotazione non risponde e all'Asl 1 risponde un centralinista che non sa niente e che, se si insiste molto, passa a un interno che suona a vuoto. Dopo un po' arrivano altre due insegnanti nella mia stessa situazione, anche loro cercano in tutti i modi di capire cosa è successo, ma il risultato è lo stesso. Ce ne torniamo a casa deluse, arrabbiate per come siamo state trattate e anche preoccupate, perché  stiamo facendo lezione in presenza e il rischio di ammalarci è sempre presente. Ma cosa sarà successo? E possibile che non ci sia un numero a cui rivolgersi? Eppure, proprio per la sanità, paghiamo un'addizionale regionale piuttosto salata. Si parla di dosi sprecate da chi non si presenta e non avvisa, ma vi assicuro che avvisare sarebbe impossibile. 
Questa mattina finalmente riesco a parlare con l'Asl1 ed ecco la spiegazione: dato che per domenica avevano poche prenotazioni hanno deciso di vaccinare solo il sabato, avrei dovuto essere stata contattata, no? Non avranno avuto il mio numero  di telefono o non mi avranno trovata (è un cellulare, caso mai avrei visto la chiamata). E allora? Mi chiameranno.
Non riesco a crederci. Chi è il responsabile di questa organizzazione? Se avevano poche prenotazioni, invece di chiudere, la cosa logica da fare non sarebbe stata contattare altri insegnanti e vaccinarli? Parecchi dei miei colleghi non hanno ancora neanche l'appuntamento. C'è una pandemia in corso, da ormai un anno  dobbiamo tutti sottostare a regole che limitano la nostra libertà e stanno mettendo in ginocchio l'economia, la situazione nel Ponente ligure è grave, regolarmente intere classi finiscono in quarantena, bisogna  vaccinare il più in fretta possibile, fermare i contagi. Eppure domenica, dato che c'erano dei posti liberi, si è scelto di chiudere il centro vaccinazioni. Mi piacerebbe sapere chi l'ha deciso. 
Intanto io continuo ad andare a scuola e speriamo in bene.

Redazione

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