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Attualità | 01 giugno 2020, 20:26

Coronavirus, la Fism ligure esprime forte preoccupazione per l'apertura dei centri estivi

La "Federazione italiana scuole materne" internviene in seguito alla diffida pervenuta dai sindacati ai gestori delle strutture educative, del terzo settore e degli sport liguri

Coronavirus, la Fism ligure esprime forte preoccupazione per l'apertura dei centri estivi

La federazione italiana scuole materne della Liguria esprime una forte preoccupazione sull’apertura dei centri estivi, dopo che la confederazione sindacale Cgil-Cisl-Uil ha diffidato i gestori delle strutture educative, terzo settore e sport liguri ad avviare le attività senza il rispetto di misure di prevenzione ritenute da loro indispensabili, ma non contenute nell’ordinanza 34/2020 del Presidente della Regione Liguria. In merito all’avvio delle attività estive per la fascia 0-6 anni la scuole paritarie aderenti alla Fism hanno sempre mostrato vivo interesse per venire incontro alle esigenze delle famiglie, nella fase della ripartenza, quando i bimbi hanno forte necessità di recuperare la socialità e i genitori saranno impegnati nelle attività lavorative. Un impegno che spesso non viene riconosciuto, mentre le scuole statali, garantite in tutto, dagli stipendi ai finanziamenti straordinari, si occupano solo della riapertura di settembre. Tuttavia, oltre alle difficoltà tecniche, il quadro sembra molto complicato in quanto l’emanazione di normative da parte di enti differenti e spesso in contrasto, non rendono semplice la realizzazione delle attività del periodo estivo.

Ecco per punti come si è venuta creando questa situazione di stallo che di fatto ostacola, invece che favorire i servizi a favore dell’infanzia: l’emanazione delle linee guida da parte del comitato tecnico scientifico e del dipartimento delle politiche per la famiglia presso la presidenza del Consiglio dei Ministri. E poi l'adozione con ordinanza del Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, n. 34-2020 del 25 maggio 2020, del regolamento della conferenza delle Regioni (Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive del 22/5/2020), con indicazioni nel settore infanzia meno vincolanti, rispetto alle Linee guida governative, diffida delle Ooss (Cgil-Cisl-Uil) del 26 maggio 2020, che intimano la rigida osservanza delle Linee guida governative (allegato 8), nonché l’aggiornamento del documento della valutazione dei rischi delle scuole.

In particolare il testo sindacale chiede il rispetto della prescrizione medica pediatrica, formazione preventiva e obbligatoria degli operatori, spazi di triage d’ingresso , sanificazione e particolari Dpi (mascherine FFp2 a carico della Regione) e anche la somministrazione di tamponi faringei a utenti e operatori (bambini ed educatori) prima del rientro in servizio e ad ogni fine ciclo. La Fism fa notare che lo stanziamento di 3 milioni di euro da parte di Regione Liguria, che mette a disposizione i voucher erogati direttamente alle scuole per permettere la frequenza dei centri estivi ai bimbi 3-6 anni, è un atto estremamente positivo. Tuttavia la richiesta sindacale di applicare con troppo rigore i protocolli di sicurezza, ben oltre la normativa adottata dalla Regione e oltre le stesse Linee guida governative, mette a rischio la realizzazione degli stessi centri estivi. Tutti desiderano rispettare le norme per il contenimento del Covid -19; il benessere, la salute dei bambini e del personale è una priorità, ma molte richieste sembrano eccessive e pretestuose come ad esempio i tamponi al personale e ai bambini o la revisione del Documento di valutazione dei rischi.

Fism ritiene infatti di essere messa in mezzo a uno scontro politico tra le Ooss e la stessa Regione Liguria. Le istituzioni scolastiche paritarie della Fism non hanno alcuna responsabilità e questo scontro che ha radici remote, porterà all’aumento dei costi a causa di protocolli di sicurezza eccessivi, con la conseguente rinuncia all’apertura estiva da parte di molte scuole. In uno scontro a tutto tondo tra rappresentanti dei lavoratori e organi politici a rimetterci sarà la parte meno tutelata nell’attuale situazione: i bambini e le loro famiglie.

Redazione

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