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Attualità | 25 maggio 2020, 07:14

Per gli alberghi la 'Fase 2' è ancora lontana: si spera nei turisti italiani ma qualcuno potrebbe anche non aprire

“Penso che gli alberghi abbiano voglia di farla la stagione – ha detto il Presidente provinciale di Federalberghi, Igor Varnero – anche perché difficilmente potrebbero sopravvivere saltandola. C’è sicuramente il problema della liquidità al termine di questo drammatico momento di stop".

Per gli alberghi la 'Fase 2' è ancora lontana: si spera nei turisti italiani ma qualcuno potrebbe anche non aprire

Nel Principato di Monaco la ‘Sbm’, sta lavorando per riaprire gli alberghi mettendo in atto misure sanitarie specifiche, complementari a quelle globali.

Tra queste è previsto che, per una migliore accoglienza, prima del soggiorno verrà inviata una comunicazione via mail che inviterà a fornire le informazioni indispensabili al check in, nonché quelle necessarie per accogliere nelle migliori condizioni. Il servizio parcheggiatore sarà organizzato sulla base di regole rigide ed i veicoli verranno disinfettati prima e dopo ogni impiego. Il servizio navetta Resort sarà mantenuto in base a un rigido regolamento, conforme alle esigenza sanitarie governative. La pulizia delle camere sarà effettuata secondo i protocolli confermati dal governo monegasco e tutti i servizi in camera saranno adattati nel rispetto delle istruzioni governative.

Sarà sospeso il servizio di custodia bagagli e le ordinazioni del ‘room service’ prese per telefono saranno depositate davanti alla porta della camera e non saranno autorizzati buffet nella loro forma classica. Gli hotel, tenuto conto della situazione attuale dovuta al Covid-19 adotteranno un politica di cancellazione e flessibilità agevolata. In alta stagione, modifiche o cancellazioni delle prenotazioni potranno essere effettuate fino a 3 giorni dall'arrivo ma ogni nuova prenotazione dovrà essere garantita con carta di credito al momento della conferma ma non sarà richiesto né un acconto né un pagamento anticipato.

Nella nostra provincia alcuni albergatori stanno timidamente riaprendo, soprattutto per svolgere alcuni lavori di sistemazione dopo il lungo periodo di ‘lock down’. Al momento, fino a quando non ci si può muovere tra regioni, quello degli alberghi sembra un esercizio inutile, visto che si possono muovere solo medici, infermieri e poco altro.

“Penso che gli alberghi abbiano voglia di farla la stagione – ha detto il Presidente provinciale di Federalberghi, Igor Varnero – anche perché difficilmente potrebbero sopravvivere saltandola. C’è sicuramente il problema della liquidità al termine di questo drammatico momento di stop, ma gli italiani spendono solitamente 24 milioni di euro per vacanze all’estero. E, se una parte di questi soldi venissero spesi in Italia, gli imprenditori del turismo hanno fiducia sul fatto che molti possano investirli in vacanze sul territorio. La Liguria potrebbe beneficiare degli spostamenti a corto raggio, ma tutto dipende dal fatto che l’epidemia vada verso una fase di maggiore tranquillità. Per ora rimaniamo in attesa e penso che, tra la fine di questa settimana e la prossima potremo avere un quadro più preciso della situazione”.

I confini dovrebbero essere aperti il 15 giugno e, quindi, gli albergatori locali stanno pensando ad una possibile apertura per fine giugno, capendo anche come verranno rimodulati gli ammortizzatori sociali ed in attesa del prossimo Decreto del Governo. C’è una grande incertezza in merito da parte degli albergatori, che a livello nazionale hanno fatto alcune proposte in merito. Non ci sono ancora regole precise da rispettare, le responsabilità dei lavoratori verso i dipendenti ed i clienti.

A livello nazionale sembra che gli alberghi, soprattutto quelli di fascia alta, siano orientati a non riaprire per l’assenza della clientela extraeuropea. Per gli altri si sta facendo un ragionamento su luglio e agosto e, per la nostra zona, si potrà fare affidamento sul turista che arriva dal Nord Italia, in attesa di sapere cosa potranno fare gli stabilimenti balneari, bar e ristoranti.

C’è grande incertezza e pochi incentivi al settore ma molti sperano nel Decreto in arrivo. Sul bonus vacanza si chiede un provvedimento facile da usare perché, se diventa complicato potrebbe risultare davvero inutile. Gli imprenditori stanno verificando la possibilità di riaprire ma il problema è avere clienti e se ne potrà parlare solo a giugno. Tenendo conto che, per riavviare gli impianti, c’è bisogno di tre o quattro settimane in modo da sanificare gli impianti, assumere il personale ed altro.

Redazione

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