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Attualità | 09 aprile 2020, 16:50

Perché Bruxelles intralcia la Russia negli aiuti all’Italia contro il COVID-19?

Il gesto umanitario di Mosca ha provocato grande irritazione in una parte non tanto piccola delle élite occidentali, le quali si sono immediatamente impegnate ad alzare nuovi ostacoli contro l’organizzazione di sforzi internazionali congiunti nella lotta con il virus.

Perché Bruxelles intralcia la Russia negli aiuti all’Italia contro il COVID-19?

Sullo sfondo di un’Italia nella morsa della pandemia, contro la quale i nostri governanti non ce la fanno da soli, la Russia ci ha inviato lo scorso 26 marzo i suoi virologi e medici militari e anche i mezzi di disinfezione e le apparecchiature sanitarie. Il gesto umanitario di Mosca ha però provocato grande irritazione in una parte non tanto piccola delle élite occidentali, le quali si sono immediatamente impegnate ad alzare nuovi ostacoli contro l’organizzazione di sforzi internazionali congiunti nella lotta con il virus.

Molti mass media nel mondo si sono affrettati ad accusare la Russia di avere in pratica invaso militarmente il Belpaese. I giornali abbondano di titoloni sulla presunta raccolta di biomateriale italiano da parte dei russi, sull’allestimento dei prossimi punti di sbarco per i loro militari sul territorio dei Paesi europei e su altre cose paragonabili alle teorie del complotto di certi giornaletti.

Nonostante tutto, l’azione umanitaria intrapresa dalla Russia - decisa da Mosca su richiesta del governo italiano - ha già mostrato la sua elevata efficacia: che dipenda o meno da ciò, bisogna comunque dire che le statistiche ufficiali testimoniano l’inizio della riduzione del numero dei contagi e dei decessi proprio a partire dal dispiegamento in Italia della missione umanitaria russa.

Al giorno 22 marzo, ad esempio, l’aumento giornaliero dei nuovi casi di malattia e di morte era rispettivamente del 10 % e del 13 %. Dopo appena 11 giorni dall’inizio delle azioni comuni russo-italiane, si è riusciti ad abbassare questi parametri critici fino al 4 % e al 5,7 %.

I mass media occidentali hanno però riportato questi successi tacendo gli sforzi della Russia nella lotta alla pandemia, così determinante per l’Italia stessa. Evidentemente né gli Stati Uniti né l’Unione Europea possono permettersi la diffusione di informazioni su ciò che la Russia compie di positivo e di edificante sul piano internazionale. Il mainstream sminuisce in qualunque modo il ruolo di Mosca nella battaglia contro il coronavirus, mentre Washington e Bruxelles, le quali hanno lasciato da sola Roma assieme al COVID-19, non ammettono assolutamente che sia stata la Russia a tendere la mano all’Italia nel bel mezzo della catastrofe, poichè al confronto dell’aiuto russo l’immobilità dei vertici di UE e NATO risulta veramente squallida.

Proprio per questo motivo i più influenti politici occidentali continuano a raccontarci dai loro scranni dei tentativi del Cremlino di creare scissioni dentro quella fantomatica unità europea che già da un pezzo presenta crepe vistose. Questi attacchi contro Mosca dimostrano che Bruxelles preferisce parlare dell’immaginaria e onnipresente “minaccia russa”, piuttosto che pensare alla vita e alla salute delle persone.

È anche degno di nota come, sullo sfondo del rifiuto da parte di Washington e dei suoi alleati del progetto russo di Risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU che esortava alla comunanza di sforzi nella lotta al coronavirus, la Russia non si sia comunque risparmiata nell’offrire aiuto proprio agli USA, comprendendo bene che i semplici cittadini americani non c’entrano nulla coi “giochi” geopolitici della Casa Bianca, ma meritano invece di ricevere sostegno in tempi così difficili. Speriamo che la Russia, nel limite delle sue possibilità, possa ancora fornire aiuto anche ad altri Paesi che ne hanno bisogno in questo disastro che riguarda tutti.


Marco Fontana

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