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Attualità | 09 dicembre 2019, 08:38

Unione Europea: l’etichetta ‘a semaforo’ boccia l’olio extravergine d’oliva insieme all’85% dei prodotti Made in Italy

Per difendere le produzioni liguri evitare etichettature fuorvianti, discriminatorie e incomplete

Unione Europea: l’etichetta ‘a semaforo’ boccia l’olio extravergine d’oliva insieme all’85% dei prodotti Made in Italy

L’etichetta nutrizionale a semaforo e il nutriscore sugli alimenti, che rischia di affermarsi nell’Unione Europea sotto la spinta delle multinazionali, boccia ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop), dall’olio  extravergine d’oliva fino ai formaggi. Le grandi eccellenze del territorio ligure rischiano così di venir sorpassate nella scelta da prodotti industriali, magari neanche consigliati per avere dieta sana.

E’ quanto riporta Coldiretti Liguria a seguito dell’incontro sulle nuove tecnologie in Europa organizzato da EUnews presso l’Ufficio in Italia del Parlamento Europeo. Il sistema di etichettatura a semaforo è fuorviante, discriminatorio ed incompleto e finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole, per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta.

"L’etichettatura degli alimenti è fondamentale per difendere e valorizzare le nostre eccellenze anche all’estero - affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – ma essa non deve essere fuorviante e dare informazioni allarmistiche che tendono a penalizzare elisir di lunga vita, come il nostro olio extravergine d’oliva, simbolo della dieta Mediterranea. In una dieta bilanciata l’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati durante la giornaliera e non certo sullo specifico prodotto, quindi in etichetta il bisogno di informazioni sui contenuti nutrizionali deve essere soddisfatto ma nella maniera più completa e dettagliata possibile, e soprattutto con chiarezza. Occorre perciò lavorare affinché si introduca un sistema diverso “a batteria” che tenga conto dell’insieme della dieta alimentare e che non si focalizzi sul singolo prodotto”.

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