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Politica | 17 novembre 2018, 08:14

Ventimiglia: intervento del consigliere Malivindi (M5S) sull'ordinanza anti-slot “Le buone pratiche vanno condivise”

“Per questa scelta Ioculano merita l’appoggio pubblico anche di chi, come me, dall’opposizione, la pensa come lui. L’Ordinanza va copiata in tutti i comuni limitrofi per non vanificare lo sforzo”

Silvia Malivindi, consigliere comunale M5S

Silvia Malivindi, consigliere comunale M5S

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni del consigliere comunale Silvia Malivindi (M5S) sull'ordinanza anti-slot emanata dal sindaco Enrico Ioculano e che tanto sta facendo discutere a Ventimiglia.

Finalmente è arrivata l’Ordinanza che limita gli orari di apertura dei locali con le slot machines. Già annunciata a maggio del 2017, dopo 4 anni e mezzo di amministrazione (ma meglio tardi che mai)  il Sindaco ha emesso l’ordinanza.
Finalmente una scelta politica importante, ancor più coraggiosa perché emessa a fine mandato a pochi mesi dalle elezioni, e come ogni scelta rende scontente alcune persone. Per questa scelta  Ioculano  merita l’appoggio pubblico anche di chi, come me, dall’opposizione, la pensa come lui. L’Ordinanza va copiata in tutti i comuni limitrofi per non vanificare lo sforzo.
Le macchinette sono alienanti, molto più delle sale scommesse, ma ancor più alienante è il gioco online. Ioculano ha fatto quello che poteva fare da Sindaco, ora la palla passa a un livello più alto. Il gioco online miete moltissime vittime invisibili e spesso le società di gioco online hanno sede all’estero e non pagano le imposte allo Stato italiano. Il
M5S a livello nazionale ha sempre combattuto l’azzardopatia, fin da quando era all’opposizione e poi con il Decreto Dignità, vietando le pubblicità del gioco online, ma la battaglia non è ancora finita. 

Se personalmente si può ritenere che ognuno sia libero di avere i “propri vizi”, da politico e amministratore non si può ragionare nello stesso modo, perché bisogna occuparsi anche di chi non riesce a uscirne, di chi non ce la fa. Anche perché chi è affetto da azzardopatia rappresenta un problema non solo per se stesso ma anche per la sua famiglia, per  il suo entourage e per la collettività, sia a livello sociale che economico, in quanto la cura e la gestione delle conseguenze di certe condotte gravano sulle casse dello stato. Quindi non ci si può girare dall’altra parte, il privato che ha le macchinette può anche farlo, ma  sull’amministratore pubblico grava la responsabilità del bene comune. 

Non penso che l’ordinanza favorirà il propagarsi di gioco clandestino ma anche se fosse, quello è già punibile senza necessità di fare un’ordinanza, basterà applicare la legge. 
Quanto ai gestori dei locali che “fanno cassa” con le macchinette, è vero, avranno introiti minori e di questi tempi è dura, ma al contempo un bar senza slot machines è più gradevole per le molte persone che non amano assistere a certe scene di gioco compulsivo. Sarà quindi un’occasione per rilanciare il proprio locale e cambiare il giro di clientela puntando su altri appeals.
L’importante è che l’ordinanza venga applicata anche nei comuni limitrofi. 
Le buone pratiche vanno condivise.

Redazione

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