La questione dei rapporti tra Italia e Principato di Monaco, con particolare riferimento alla situazione dei lavoratori frontalieri, torna al centro del confronto politico. A intervenire è il senatore sanremese Gianni Berrino, che ha risposto alla lettera inviata a Giorgia Meloni da un lavoratore frontaliero e trasmessa anche a SanremoNews. Nel suo intervento, Berrino rivendica alcuni risultati già conseguiti negli ultimi anni sul piano normativo e fiscale, sottolineando però come restino aperte diverse questioni che richiedono un ulteriore confronto bilaterale tra i due Paesi. Un intervento che, nelle intenzioni del senatore, non vuole contrapporre le iniziative già realizzate alle richieste avanzate dai frontalieri, ma fare il punto sui risultati ottenuti e sulle problematiche ancora da risolvere.
Tra i provvedimenti ricordati da Berrino c'è quello relativo alla tassazione delle pensioni corrisposte dal Principato di Monaco ai residenti in Italia. Il riferimento è alla Legge di Bilancio 2023, la legge n. 197/2022, che all'articolo 1, comma 79, ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2023, un'imposta sostitutiva del 5% sulle somme corrisposte dagli enti di previdenza e assistenza monegaschi a soggetti residenti fiscalmente in Italia. Una misura che ha modificato il precedente sistema di tassazione progressiva Irpef. Secondo Berrino, si tratta di un intervento che ha avuto un effetto concreto sui pensionati frontalieri del Ponente ligure, riducendo il peso fiscale sulle prestazioni percepite.
Il senatore richiama quindi un secondo passaggio ritenuto particolarmente significativo, quello relativo al telelavoro transfrontaliero. Dal 1° giugno 2024 è infatti entrato in vigore l'accordo che consente ai lavoratori residenti in Italia e occupati nel Principato di svolgere una parte dell'attività lavorativa in modalità da remoto. Berrino ricorda che l'intesa è stata recepita attraverso la Legge 25 marzo 2024, n. 35, relativa alla ratifica dell'Emendamento n. 1 alla Convenzione generale di sicurezza sociale tra Italia e Monaco del 12 febbraio 1982. "Questa Legge – sottolinea Berrino –, che come sai è il frutto di una mia iniziativa legislativa, ha sanato un vuoto normativo critico". Il meccanismo consente il telelavoro fino a un terzo dell'orario complessivo, mantenendo l'assoggettamento alla legislazione di sicurezza sociale monegasca.
Il senatore, tuttavia, precisa che i risultati già ottenuti non esauriscono le problematiche dei frontalieri. Nel suo intervento vengono richiamate alcune delle questioni che continuano a essere oggetto di attenzione, a partire dal sistema a punti della Caisse Autonome de Retraites, la CAR di Monaco. Berrino cita inoltre le modalità di calcolo del pro-rata nell'ambito della totalizzazione internazionale prevista dalla Convenzione del 1982, con particolare riferimento alle persone che hanno maturato periodi contributivi nei due Paesi. Tra gli altri temi indicati figurano il diverso allineamento dell'età pensionabile tra Italia e Principato e la necessità di rivedere le franchigie applicate ai redditi da lavoro dipendente.
"Questo non significa affatto che non restino questioni complesse da affrontare", sottolinea Berrino, evidenziando la necessità di mantenere aperto il confronto sulle problematiche ancora irrisolte. L'obiettivo indicato dal senatore è quello di proseguire il lavoro partendo dalle norme già approvate e dagli accordi esistenti, cercando ulteriori soluzioni per lavoratori e pensionati frontalieri. Una posizione che arriva dopo l'appello rivolto direttamente al Governo da un lavoratore del territorio, che nella sua lettera aveva evidenziato la necessità di arrivare a una disciplina più stabile e aggiornata dei rapporti tra Italia e Monaco.
Berrino insiste anche sulla necessità che il confronto con il Principato avvenga attraverso un percorso bilaterale e concreto. "Il confronto bilaterale con le autorità del Principato deve proseguire – vi deve essere la volontà di ambo le parti – con serietà e pragmatismo", afferma il senatore, invitando a evitare aspettative che non siano accompagnate da strumenti amministrativi e normativi concretamente sostenibili. Nel suo intervento richiama anche il proprio ruolo di Presidente dell'Unione Interparlamentare (UIP), assicurando che il suo impegno sul tema proseguirà con l'obiettivo di individuare soluzioni strutturali.
La risposta si conclude con l'apertura a un confronto diretto con l'autore della lettera e, più in generale, con chi vive quotidianamente le problematiche legate al lavoro transfrontaliero. "Quando desideri, le mie porte sono aperte per incontrarci e discuterne insieme, dati alla mano, le possibilità concrete di risoluzione delle questioni", conclude Berrino. Un invito al dialogo che si inserisce in una vicenda particolarmente sentita nel Ponente ligure, dove sono numerosi i lavoratori che ogni giorno attraversano il confine per raggiungere il posto di lavoro nel Principato e che attendono risposte su previdenza, fiscalità e condizioni occupazionali.














