“Il simbolo ‘Forza Imperia’? Il contentino di un surrogato su cui non ho nulla da recriminare. Le patacche qui non contano”. Così Claudio Scajola ha chiuso la polemica sul simbolo di Forza Italia concesso da Silvio Berlusconi al partito che sostiene il candidato Sindaco Luca Lanteri. L’ex Ministro lo ha fatto nel corso di un incontro al cinema Centrale, davanti a 350 persone, nel corso del quale ha snocciolato i punti del suo programma, cui non manca un accenno al progetto già presentato anni fa: il bus di cristallo sul vecchio sedime ferroviario, dove vi è già un finanziamento da 18 milioni di euro. L’ex Ministro, che spera di poter cambiare il progetto in corso d’opera, lo definisce “Un vagoncino di vetro elettrico, a impatto zero, per collegare Diano Marina al Prino”.
Tornando all’incontro, a cui erano presenti, tra gli altri molti volti storici di Forza Italia, come l’ex Sindaco Luigi Sappa, Nicola Falciola, Giacomo Raineri, Sergio Lanteri, Luigino Dell’erba, gli imprenditori Alberto Alberti, Gianmarco Oneglio, che fa parte dell’entourage per la campagna dell’ex Ministro, l’apertura, come lo scorso 16 marzo all’auditorium della Camera di Commercio, è stata dedicata al celebre discorso di Al Pacino nel film “Ogni maledetta domenica”, in cui Tony D’amato incita i suoi a fare squadra.
“Bisogna festeggiare la fatica di rimboccarsi le maniche e di lavorare per la nostra città”, ha detto. “Un tempo fare l’amministratore era un onore a tempo parziale, perché i problemi e le esigenze erano minori. Oggi chi in buona fede fa un esame oggettivo capisce che siamo in una situazione eccezionale dove dobbiamo pregare le persone ad amministrare la città. Credo si debba cogliere e capire che la situazione è talmente complicata che non si può fare l’amministratore a tempo perso.
Ci candidiamo con una squadra fresca. Mettiamo insieme esperienze, novità e capacità. Io sono contro il giovanilismo qualunquista. Se vado da un medico o un avvocato valuto se sia capace. Mi devono spiegare perché se bisogna amministrare un comune, l'esperienza non va bene”.
Tornando all’attualità. “L’attenzione è stata spostata su una cronaca surreale. Tutti si sono chiesti: ‘Gli avversari hanno il simbolo o no?’. Noi abbiamo detto partiamo dal concetto di comunità, parlando con le persone, aperti a tutti e contro nessuno, un’esperienza civica. Chi sono gli avversari? Io ho l’impressione che dopo la spasmodica ossessione, il contentino di un surrogato sia stato concesso, e non ho nulla da recriminare, salvo dire che a mio parere i simboli nascono come semplificazione, a garanzia di un programma. Il Simbolo dovrebbe garantire un programma, la leadership e le persone. L’avvio della terza Repubblica dimostra che i simboli sono finiti. A livello civico credo sia iniziata la caduta dei simboli, mentre è iniziato il momento delle facce, con coerenze, principi obiettivi senza diktat di nessuno.
Andremo avanti aperti a tutti, contro nessuno, non voglio rispondere a toni, parole, modi atteggiamenti che si qualificano senza nessuna risposta”.
Tornando sui temi del programma, Scajola parla di sicurezza, con maggiori telecamere che promette, verranno installate in città. Parla di un pronto intervento per la manutenzione comunale, di lotta alla microcriminalità diffusa. “Bisogna utilizzare al meglio le competenze in capo ai comuni, incrementare il numero di Vigili Urbani, togliere i questuanti dalle vie”.
E ancora, sul porto turistico. “E’ l’occasione di rilancio per la nostra economia. Per ottenerla bisogna uscire dalle sacche dei guai giudiziari, dai contenziosi, e farlo ripartire”.
Prima di lasciare spazio alle persone che stanno collaborando per la campagna elettorale, Scajola ha parlato di rilancio delle frazioni, che chiama borghi. “Bisogna collegarle meglio, con una circonvallazione. Per renderle più vive dobbiamo fare più manifestazioni, in modo da attrarre più turismo”.
L’ex Ministro ha dato appuntamento ai suoi giovedì prossimo ai “Sogni d’Estate” per un nuovo incontro.
L'INTERVISTA:
“Abbiamo fatto un mese fa l’accettazione della candidatura e l’indicazione dei valori e dei principi, anche con citazioni interessanti, importanti e storiche. Tutto in un filo conduttore unico. Oggi a distanza di un mese abbiamo indicato quali sono i temi da affrontare per amministrare bene la città e rilanciare Imperia. Nel contempo abbiamo dato le istruzioni per l’uso e sono rimasto colpito che in sala c’erano più di 350 persone che sono tutti volontari che vogliono collaborare a questa campagna elettorale, che hanno colto lo spirito, che è quello fuori dagli schemi, di comunità per rilanciare la città. nell’occasione della presentazione dei temi ho fatto una mia idea in riferimento alla pista ciclabile e a questi fondi ottenuti dal Governo per la riqualificazione urbana. Credo sia necessario vedere se si può riuscire, e siamo ancora in fase di progettazione di massima, ad inserire insieme alla ciclabile, dove è preferibile il passaggio ‘bord de mer’ e non sul vecchio tracciato, un piccolo mezzo elettrico, ecologico e trasparente, che possa collegare Diano Marina col Prino per fare un bacino turistico unico e garantire tempi certi senza fare ‘barriera’”.
“Mi ha colpito questo appello di riavvicinarsi all’istituzione e alla cosa pubblica, questo concetto di comunità che attira i giovani. Le sigle di partiti non attirano più, bisogna ripartire dalle comunità sperando che in tutte quelle presenti nel nostro paese riuscissimo a ripartire con un coinvolgimento della gente sui problemi veri si possa ridare credibilità alle nostre istituzioni”.
“Io dall’inizio ho detto che sarebbe stata un’esperienza aperta a tutti e contro nessuno. Altri hanno inteso, soprattutto in alcuni partiti del centrodestra che invece ci debba essere uno schema rigido di sigle. Io penso che contino più le facce di questi tempi. Mi avrebbe fatto dispiacere trovare il simbolo ‘Forza Italia’ contro di me, per un problema sentimentale e devo dire con piacere che sono stato accontentato, perché il simbolo nella coalizione di centrodestra non è quello ufficiale ma ‘Forza Imperia’ che mi disturba di meno. Capisco e ci sta che, di fronte all’ossessione continua anche attraverso gli alleati di avere tutte queste sigle e simboli, gli sia stato dato un contentino con un surrogato”.
“Il percorso del centrodestra che ha in mente Toti io non lo condivido perché sono contro il partito unico, populista e di destra. Sono per la costruzione di un partito popolare italiano che si rifaccia al partito popolare europeo, che metta insieme migliori energie, avendo come valore fondamentale un concetto di Europa che cresce e che fa crescere, di democrazia e in un partito alleato sicuramente con altri alleati a guida moderata, non a guida leghista”.














































