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Al Direttore | 05 agosto 2017, 17:54

Sanremo: spostamento cerimonia dei Consoli del Mare, un lettore condivide la scelta del Vescovo

"La decisione di Monsignor Suetta è volta alla sola salvaguardia della religiosità del Santuario, che deve essere impiegato per l'unico suo scopo: quello di luogo di culto, devozione, preghiera"

Sanremo: spostamento cerimonia dei Consoli del Mare, un lettore condivide la scelta del Vescovo

"Egr. Sig. Direttore,

Con la presente Le scrivo per esprimere il mio personale dissenso e disappunto in relazione allo spostamento della cerimonia di investitura dei consoli del mare dal Santuario della Madonna della Costa. La mia, tuttavia, è una posizione di dissenso e disappunto in opposizione al coro di quanti hanno espresso fino ad oggi la propria opinione in merito. Sono completamente a favore della decisione presa dal nostro Vescovo, in difesa della sacralità del luogo di culto che recentemente è stato elevato a Santuario Mariano Diocesano.

Nell'epoca attuale, di grandissimi turbamenti all'interno della cerchia dei fedeli, di scontri in particolare tra modernisti e tradizionalisti, pascere il gregge è diventato un compito oramai arduo. La laicità della cerimonia di investitura dei consoli del mare è fuori di dubbio. Essa non trova alcun fondamento all'interno dell'ordinamento ecclesiastico, ne alcun riconoscimento dal diritto canonico. Si tratta di una cerimonia laica di omaggio a poche persone che hanno effettuato attività o sono stati promotori di iniziative a favore della cultura marinara della città di Sanremo. Le nomine vengono stabilite ed effettuate da un organismo decisionale totalmente estraneo a quello religioso. E' un''investitura' del tutto nominale ed onorifica. Ma quale è il vincolo che dovrebbe tenerla legata al Santuario della Madonna della Costa? Solo ed esclusivamente una tradizione di scelta del luogo, poichè probabilmente ritenuto uno dei più rappresentativi della città di Sanremo.

Il Santuario, in effetti, è dalla sua fondazione il luogo a cui ogni marinaio e ogni viandante rivolge il proprio sguardo quando è diretto verso Sanremo, sia dal mare, sia da terra, in segno di devozione alla Vergine che ne ha protetto il viaggio, l'uscita in mare, il pescato... Questo sentimento di devota religiosità e silenzioso ringraziamento è del tutto personale, intimo. Esso non può essere rappresentato da un'associazione, da un'idea, da una cerimonia che non provenga direttamente da Nostro Signore, per il tramite della Sua Chiesa. La decisione del Vescovo, quindi, è volta alla sola salvaguardia della religiosità del Santuario, che deve essere impiegato per l'unico suo scopo: quello di luogo di culto, devozione, preghiera. E' una decisione in difesa della tradizione, non di quella della cerimonia dei consoli del mare, ma di quella ultramillenaria del Sacro. E chi siamo noi per opporci a questa giusta osservazione del nostro Vescovo? Chi siamo noi per poter chiedere di disporre di un Santuario Mariano Diocesano per uno scopo diverso da quello per cui è stato innalzato? Voglio altresì rammentare qualcosa che purtroppo tendiamo tutti spesso a dimenticare: il cristiano ha un dovere di obbedienza al proprio Vescovo. I veri cristiani sono le pecore del gregge e il Vescovo ne è il Pastore.

Si è mai visto un gregge di pecore anarchico? Un gregge di pecore che si sbanda, che non segue il proprio pastore? Che ne sarà di quel gregge? Esso si disperderà, verrà dilaniato dai lupi, precipiterà nei burroni, sarà esposto alla tormenta finchè le sue pecore non cadranno stremate. E chi ne gioverebbe sarebbe solo il nemico della Chiesa. Se siamo davvero cristiani come proclamiamo, se davvero siamo devoti al Santuario della Madonna della Costa, allora rispettiamolo innanzi tutto come luogo di culto. Rispettiamo la tradizione della processione di Agosto. Rispettiamolo recandoci ogni domenica a messa, non solo quell'unica volta l'anno in cui si presentano a centinaia per partecipare ad una cerimonia laica. Dove sono allora il rispetto e la devozione al Santuario che le associazioni che intenderanno boicottare con i propri simboli o la propria presenza proclamano nella lettera rivolta al vescovo?

La devozione al Santuario si manifesta con una presenza assidua, costante, con la preghiera e l'offerta, non con una presa di posizione dettata dall'orgoglio o da un puntiglio. Voglio sperare che la mia riflessione possa far cambiare il punto di vista nei confronti della decisione di Sua Eccellenza. Egli è il nostro Vescovo, la nostra guida. Non ci porterà mai lontano dal sentiero sicuro e se a volte può capitare che qualcuno di noi non riesca a comprendere appieno o a condividere la sua decisione, essa risulterà chiara col tempo e allora lo si ringrazierà per averci guidato.

Vorrei lasciare un ultimo simpatico link ad uno spezzone del film 'I Nuovi Mostri', nel quale l'interpretazione magistrale di Gassman aiuta a comprendere a cosa è destinata realmente una chiesa: TANTUM ERGO (dal film I nuovi mostri con Vittorio Gassman)

A. M.".

Redazione

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