Nei giorni scorsi, qualcuno di voi avrà notato l’esistenza di ultra-maratoneti in grado di correre per 285 km da Milano a Sanremo, in quella che è la gara podistica a tappa unica più lunga d’Europa. Dubito che potrò mai arrivare a simili eccessi di fatica ultra-terrena, ma desidero raccontarvi la mia prima esperienza di trail running, cioè di corsa competitiva sui sentieri, talvolta così impervi da pensare che perfino un cinghiale avrebbe qualche difficoltà a passare di lì.
Perché vi scrivo di questa fuga domenicale nei boschi della valle Argentina? Trail della Maddalena, edizione numero tre, percorso corto di 11 km con 600 metri di dislivello, partenza da Taggia. Il motivo è che questa disciplina sta prendendo letteralmente piede anche in Italia, Liguria compresa, però nella mia ricerca di percorsi affrontabili mi sono reso conto che il Ponente offre abbastanza poco (a livello agonistico intendo: sentieri, mulattiere e vie sterrate per gli allenamenti ne trovate finché volete).
Invece verso Levante le opportunità abbondano, con trail consolidati da parecchie edizioni in posti incantevoli, dal Beigua alle Cinque Terre, passando per l’entroterra di Loano, le alture di Portofino e via correndo e ansimando. Sono competizioni, va detto, che richiedono un notevole sforzo organizzativo, molto più articolato, ad esempio, di una mezza maratona stradale. Eppure da Ventimiglia a Diano Marina ci sono tracciati montani di grande bellezza.
L’alta valle Argentina, certamente, fino alla sommità del Saccarello, il monte più alto della Liguria, che difatti era lo scenario dell’AVA Trail (quest’anno non si disputerà purtroppo). Pensiamo alle altre vallate: Nervia, Arroscia e secondo me la val Prino, che da Dolcedo in poi vanta un ambiente naturale particolarmente affascinante e intatto.
Per inciso, un paio di settimane fa ho seguito correndo il nuovo itinerario escursionistico tra Dolcedo, Bellissimi e Valloria, realizzato con il contributo del Fondo per l’ambiente italiano, apprezzando i colori della macchia mediterranea, i panorami sui borghi immersi nel verde, il silenzio degli uliveti, la ruvidità degli acciottolati.
Trail running è anche ecologia, non-abbandono di rifiuti, contemplazione, sviluppo turistico, lotta al degrado, aiuto reciproco tra partecipanti, senza lo sguardo perennemente fissato al cronometro per monitorare una prestazione fisica (quanti minuti per coprire un chilometro: l’ossessione della velocità media). Che sia per agonismo o puro divertimento, il mio invito è riscoprire i sentieri mare montani, perché rappresentano un patrimonio di natura, arte e cultura che ha un valore inestimabile: il nostro benessere.

















