Dopo il progetto per la raccolta abiti per i rifugiati, ecco un nuovo progetto ideato da sei ragazze dell’Università di Nizza ‘Sophia Antipolis’.
Le storie dei rifugiati, i loro disegni, i loro sogni saranno raccolti in un libro dedicato a chi sta scappando dalla propria terra in cerca di un futuro migliore.
Gaia Bertazzon, Safae Erroussi, Salwa Rizqallah, Soukaina Merrouch, Amele Soltani e Soujoud Ben Amara ci raccontano il progetto: “Dopo il successo che abbiamo avuto con la raccolta vestiti per i rifugiati della Caritas di Ventimiglia, grazie all'organizzazione del punto raccolta dell’Università di Nizza e grazie anche al passa parola tra i nostri amici di Sanremo e dintorni, abbiamo avuto la possibilità di continuare il nostro progetto anche per il secondo semestre universitario. Ora la nostra idea si è evoluta. Continuiamo sempre a raccogliere vestiti in caso qualcuno sia ancora disposto a donarne, ma vogliamo anche creare un piccolo libro nel quale raccontiamo la storia dei rifugiati. All'inizio l'idea era fare un video sui ragazzi della Caritas ma poi, parlando con uno dei rappresentanti, sembrava un lavoro impossibile visto tutti i permessi che dovevamo chiedere. Allora con le ragazze abbiamo cambiato idea pensando di fare un piccolo libro. Il soggetto principale sono le storie dei rifugiati, ma non quelli che incontriamo ovunque, ma in particolare coloro che abitano alle ‘Gianchette’ di Ventimiglia”.
“Abbiamo già preso contatti con Don Rito per chiedere l'autorizzazione, che poi ci ha dato, per portare avanti il nostro progetto – aggiungono – e in più abbiamo già fatto delle sedute alle ‘Gianchette’ per parlare, ridere, giocare e disegnare con i rifugiati. Nel libro vogliamo parlare di che cosa sono le ‘Gianchette’, delle idee di Don Rito e soprattutto di cosa hanno passato, di cosa stanno passando, del perché hanno deciso di scappare, dove hanno trovato il coraggio, se sono partiti…Questo libricino per noi non ha nessun scopo di guadagno, quando sarà pronto vogliamo metterlo a disposizione di certe biblioteche e scuole francesi e poi vorremmo portare anche qualche copia a Sanremo e dintorni”.















