Toni accesi questa sera in Consiglio comunale quando sono state presentate le interpellanze dei consiglieri di minoranza Marani e Lorenzi in merito all'eventuale gestione privata dell'ospedale Saint Charles di Bordighera. Posizione sulla quale il primo cittadino, Giacomo Pallanca, anche nei giorni scorsi, si è mostrato ampiamente favorevole e sui cui non sembra intenzionato a fare un dietrofont, appoggiando invece la delibera regionale.
“E' vero che i dieci anni di gestione della sinistra sono stati disastrosi – ha affermato il consigliere David Marani – ma la delibera regionale è una trappola che ci imporrà una gestione privata, sui cui e chiedo di ripensare.”
“L'ospedale di Bordighera è caro a tutti – ha affermato il consigliere Mara Lorenzi – ma quel che mi preoccupa è il non aver visto dalla Giunta Toti un piano di nessun tipo, è stato inviato il Libro Bianco, utilissimo, ma nono sono state fatte delle proposte. Mi resta qualche domande sul tipo di visione che hanno a Genova, è vero l'Amministrazione Burlando ha fatto male, ma allora perché ora gli amministratori non si prendono la responsabilità di questo ospedale e dobbiamo per forza affidarci ai privati?”
Dura la risposta del primo cittadino: “La politica fatta è stata quella di distruggere completamente un ospedale, con la differenza che noi non siamo l'Emilia e nemmeno la Lombardia. La composizione del nostro territorio avrebbe permesso delle deroghe che non sono state chieste.
Per noi è importante che questo ospedale rimanga e indietro non si torna, sarebbe antieconomico per l'Asl. Vorrei ricordare anche che qua i medici non vogliono venirci perché non ci sono possibilità di crescita.
Se i privati garantiscono il servizio, ben vengano, se c'è anche una possibilità che possa arrivare il privato e fare bene, io lo accolgo, a patto che siano rispettati i requisiti richiesti dalla delibera: il Pronto Soccorso e la garanzia dei posti di lavoro. Il sistema del nostro ospedale è da Kabul, mi sono fatto prendere in giro per tre anni in assemblea dei sindaci, adesso basta.”














