Il 22 aprile di quest'anno apriva, nello scorcio delle prime case di Monesi di Mendatica, il “Rifugio del Ramingo” un bed and breakfast ispirato alle avventure de “Il Signore degli Anelli” e speciale, perché nato dal progetto e dai sogni di una intera famiglia. Proprio in quel Monesino che in questi giorni è apparso sulla cronaca locale e nazionale, per essere stato travolto dall'acqua e dal fango.
“La nostra casa nasce all'inizio degli anni '60. E' un tipico chalet di montagna finito di restaurare nel 2015. Abbiamo voluto prestare attenzione e cura all'esistente, mantenendo la struttura originaria, ripristinandola con pazienza e volontà”, si legge ancora sul sito del Rifugio.
Ieri Cinzia e Giuseppe, hanno dovuto avvisare Booking che non saranno più in grado di prendere nessuna prenotazione perché tutto il loro lavoro, i loro ricordi e i loro progetti sono scivolati via, assieme al fango e alla frana.
Un altro rifugio, più personale, si trova accanto a quello del Ramingo: la casa dove Giuseppe e Cinzia volevano trascorrere i prossimi anni e dove i loro figli si sentivano in un angolo privilegiato, speciale, che univa tutta la famiglia, con ricordi speciali, solo loro.
Le due strutture sono ancora li, inclinate, impraticabili a strapiombo sul dirupo che in questi giorni ha preso il posto del giardino. Tutti i ricordi di una vita e i progetti di un futuro sono ancora in quelle case, come fossero degli ostaggi. Lacrime, disperazione e rabbia di veder portar via parte di una vita e rimanere inermi ad osservare.
C'è una cosa che la pioggia ed il fango non sono riusciti a distruggere: “Quello che sognavamo lo abbiamo realizzato. Abbiamo avuto come ospiti al Ramingo delle persone splendide, che sono diventate nostri amici, con i quali abbiamo continuato a sentirci. Il rapporto di amicizia che volevamo instaurare con gli ospiti è avvenuto. Proprio questa sera due bimbe, Lucilla e Filippa, ci hanno mandato un file audio per salutarci e starci vicini”.
E così, proprio come nel libro di Tolkien, Aragorn il Ramingo, ricomincerà tutto da “Gran Burrone”, perché chi è nel fango, tende a guardare le stelle.



















