E’ ‘salvo’ il secondo piatto delle mense scolastiche di Sanremo. La conferma è arrivata questa mattina, dai dirigenti del Comune matuziano, ad una rappresentanza sindacale che aveva chiesto un colloquio dopo aver ascoltato le ‘voci’, che parlavano della possibilità.
Sembrava infatti che si potesse tornare al passato, con quella che i milanesi chiamano ‘schiscetta’, ovvero il cestino nel quale portare il secondo piatto da casa e con il primo servito invece dalla mensa. Impossibile, secondo il Comune, anche per ragioni igienico-saitarie. Un sollievo, ovviamente, per i dipendenti della Camst, l’azienda che gestisce il servizio mensa. Se le voci fossero state confermate, infatti, si sarebbe potuta profilare una riduzione del personale, ma così non sarà.
Ma i problemi per chi lavora in mensa non sembrano finiti. La Corte d'appello del tribunale di Torino, infatti, in una sentenza ha ordinato al Comune ed al ministero dell'Istruzione di organizzare un servizio ristorazione che permetta di nutrirsi a scuola anche a chi vuole portarsi il pranzo da casa. La decisione arriva dopo una battaglia di 583 famiglie e dopo un ricorso al Tar. I giudici amministrativi avevano bocciato il ricorso sull’aumento dei costi, ma si erano dichiarati incompetenti a decidere sulla sussistenza o meno di un diritto a portarsi il pranzo preparato a casa, demandando la questione al giudice ordinario.
Il tribunale in primo grado aveva respinto le loro ragioni che sono invece state accolte in appello, con una sentenza destinata a diventare un precedente in tutta Italia. E se fosse così? Anche nelle nostre mense si potrebbe creare un precedente.














