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Attualità | 03 giugno 2016, 16:00

Carpasio: addio al Museo della Lavanda dopo una serie di accuse reciproche, dal Comune è arrivata la revoca della concessione all'associazione che gestisce la struttura

Il Comune ed i gestori della struttura, l’associazione Officina delle Erbe, sono da tempo ai ferri corti e tutto si sta ripercuotendo su quello che dovrebbe essere uno dei principali punti di interesse in tutta la valle Argentina.

Carpasio: addio al Museo della Lavanda dopo una serie di accuse reciproche, dal Comune è arrivata la revoca della concessione all'associazione che gestisce la struttura

Che cosa sta succedendo al Museo della Lavanda di Carpasio? Il Comune ed i gestori della struttura, l’associazione Officina delle Erbe, sono da tempo ai ferri corti e tutto si sta ripercuotendo su quello che dovrebbe essere uno dei principali punti di interesse in tutta la valle Argentina.  

Il legame tra Carpasio e la produzione di lavanda è parte della storia della vallata, tanto che per onorare la tradizione, nel 2008 il comune acquisì l'"ex asilo infantile Viani”, sito in Via Castello n. 5, con l’intento di ristrutturalo e farne un centro di promozione e divulgazione, trasformazione farmaceutica di erbe officinali e biblioteca tematica e spazi espositivi. L’azione si concretizzò nel 2012 con la stipula di una convenzione con l’associazione per la nascita del Museo come oggi lo conosciamo. 

Con il passare del tempo qualcosa si è ‘incrinato’ nel rapporto tra i due enti, in particolare, secondo alcune indiscrezioni, al cambio dei vertici dell'associazione. Molti di questi problemi sono stati resi pubblici attraversi la pagina Facebook del museo che dovrebbe servire a fare promozione ma dove, come immagine di profilo, troviamo un comignolo rotto, al posto degli orari c’è scritto ‘chiuso permanentemente’ ed in mezzo, si possono leggere tutta una serie di accuse più o meno velate contro il Comune. 

L’atteggiamento non è passato inosservato all’amministrazione guidata dal sindaco Claudio Seravalli. Con una delibera del 30 maggio la giunta del piccolo borgo ha proposto la revoca della convenzione con l’associazione per inadempienze rispetto a quanto previsto dallo statuto. Nel documento si parla anche degli orari di apertura imposti dall’Associazione e non concordati con l’amministrazione Comunale e peraltro non rispettati. Inoltre dal municipio lamentano la mancata trasmissione della relazione sullo stato del Museo dai lavori fatti, dei dati di affluenza, passando per il bilancio di previsione ed il rendiconto, fino ad arrivare all'assenza della polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi ed alla formale denuncia di uno stato generale di incuria dentro e fuori l’edificio. Ciliegina sulla torta, la comunicazione attraverso il sito, oggi offline ed i canali social, considerata potenzialmente lesiva nei confronti del Comune. 

E’ proprio sulla pagina Facebook che tra un post e l’altro si possono intuire le ragioni di chi amministra il museo. Infatti, in alcuni interventi il Comune viene accusato di ostruzionismo e si fa palese riferimento alla questione della compravendita dei sacchetti di lavanda, attività sponsorizzata nel museo. Per l’amministrazione comunale si tratterebbe di una violazione della convenzione, in quanto non dovrebbero esserci fini di lucro nella gestione del museo e comunque non dovrebbe diventare attività primaria, considerando che  le entrate dovrebbero arrivare attraverso le eventuali donazioni da parte dei visitatori o con i contributi comunali. Un bel problema considerando le tasse da pagare, la gestione del sito internet e la manutenzione dell’immobile in sé. Proprio in riferimento a quest’ultimo aspetto si concentra l’ultima, in ordine cronologico, accusa, su un comignolo rotto ed i danni alla tettoia, vandalismo per l'associazione, danni da vento per altri, anche se di fondo l'associazione lamenta la mancata risposta del Comune.  

Insomma, una situazione che sembra giunta ormai all’esasperazione. L’associazione aveva manifestato l’intenzione di chiudere la pagina Facebook, lasciare il Carpasio e trasferirsi in Piemonte dove aprire un Museo della Lavanda. La parole fine è arrivata dal Comune che ha chiesto la revoca dalla convenzione che diversamente sarebbe proseguita fino a dicembre del 2017, ma per i bene informati dietro l’angolo ci sarebbe già pronto un progetto per il rilancio del Museo. Intanto i gestori della struttura avranno tempo 15 giorni per contro replicare all'Amministrazione Comunale ma ormai tutto lascia intendere che non ci siano altre possibilità di salvare il rapporto. 

Stefano Michero

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