Sono passati venti giorni dalla notte tra il 5 e il 6 maggio quando quattro auto stazionate nel parcheggio di via Tenda sotto il cavalcavia bruciarono in un rogo. La stessa notte bruciò anche il dehor di un ristorante lungo la passeggiata a mare e un’altra auto nel centro storico.
Le auto, poste sotto sequestro, sono ancora presenti come denunciano i residenti della zona che reclamano un’azione di pulizia per ripristinare lo stato dei luoghi. “Sarebbe già qualcosa – commentano abitanti e commercianti – anche se non basterebbe per rendere più vivibile il quartiere. Nonostante gli interventi di pulizia dei dipendenti Docks infatti i rifiuti si moltiplicano ad ogni angolo di strada a vista d’occhio, è sufficiente poi sporgersi sul lungo fiume per spaventarsi delle condizioni di sporco e di spazzatura”.
Un’altra problematica è quella relativa ai rifiuti. I bidoni, dotati di chiave in base alle disposizioni del progetto di raccolta differenziata porta a porta, sono sommersi da sacchi della spazzatura. Molta della quale prodotta anche dal campo di migranti sito lungo il fiume che non essendo dotati di chiave non possono fare altro che lasciare i sacchi accanto ai cassonetti chiusi: “E’ il terzo viaggio che faccio e non sarà certamente l’ultimo” commenta, scuotendo la testa e indicando l’area dei bidoni stracolma, un dipendente Docks venuto con l’ape a ritirare l’immondizia.
























