Anche i dipendenti della Provincia di Imperia sono a Genova per il presidio sotto la sede del Consiglio Regionale Ligure. Insieme ai colleghi delle altre Province liguri hanno detto ‘No alla mobilità selvaggia ed ai tagli al sistema delle autonomie”.
Dopo il riordino ‘incompiuto’ delle Province continua il loro no ad un decreto che: riduce i salari violando le garanzie stabilite dalla legge, disperde le conoscenze e la professionalità dei lavoratori, non garantisce efficacia alle procedure. Gli stessi confermano di essere d’accordo con la riallocazione del personale ed alla valorizzazione delle competenze professionali a un vero rilancio dei servizi sul territorio.
“Come abbiamo avuto modo di sollecitare anche negli ultimi giorni – evidenziano i dipendenti delle Provincie - è necessario che il Governo si faccia carico delle seguenti argomenti:- completare al più presto il processo di riordino delle funzioni non fondamentali a livello regionale e, successivamente, attivare tutte le procedure di mobilità previste dal decreto riservandole al personale non collocato nelle suddette funzioni;- individuare una soluzione per evitare lo smantellamento dei corpi di polizia provinciale senza che questo ostacoli le procedure di ricollocazione del rimanente personale;- in considerazione della conferma dei tagli ai trasferimenti delle province indicati nella Legge di Stabilità 2016 che sta per iniziare il suo iter, un impegno affinché, in coerenza con quanto previsto nella legge di conversione del dl 78/2015 in merito ai bilanci degli Enti di area vasta, si riduca il prelievo previsto dalla legge di stabilità 2015 evitando, in questo modo, gli effetti di situazioni di disequilibrio finanziario di molti Enti;- individuare una soluzione medio tempore che non vada a depauperare il reddito pro capite e che mantenga immutati i livelli salariali dei lavoratori trasferiti almeno fino all’effettiva integrazione nel nuovo Ente e alla nuova contrattazione;- la risoluzione del problema del precariato prossimo alla scadenza del 31 dicembre;- attivare, laddove fossero mancate, tutte le forme di partecipazione sindacale previste dalla normativa, a partire da un confronto nazionale anche con il coinvolgimento di Regioni, Province e Comuni, ormai fermo da troppo tempo;- affrontare con urgenza il processo di riorganizzazione e di rafforzamento dei Centri per l'impiego con particolare attenzione alla salvaguardia di tutto il personale interessato”.



















