Abbiamo passato la generazione dei genitori che per punizione o per minaccia promettevano il non uscire più di sera. Successivamente il terrore dei figli era la confisca delle chiavi del motorino.
Poi, è stato il momento della generazione delle mamme anti – rock e genitori anti – rap e anti – videogame. “I videogame fanno male, sono violenti, ci desocializzano, ci atrofizzano; sono giochi del demonio” sono le parole della attuale generazione di genitori. Intere popolazioni di mamme preoccupate per i figli che “stanno sempre attaccati a quel coso”, salvo poi incainarsi per non riuscire a passare il livello di Candy Crush con relativo spam di richiesta di vite a tutte le loro amicizie social; persone che probabilmente non hanno mai visto.
Per far capire veramente cosa succede nel mondo, nemmeno molto virtuale dei videogames, vorrei parlare di Destiny. Per coloro che non conoscono questo gioco consiglio di acquistarne una copia (meglio se da Byte Center) per capire innanzitutto il tipo di videogame di cui parlo. Questo FPS, da giocare rigorosamente online, è divenuto per molti alla stregua di uno stile di vita più che un videogame; è davvero una delle massime espressioni di enterteinment dell'ultimo anno.
Un gruppo di ragazzi americani ha giocato a Destiny per diversi mesi. Purtroppo uno di loro era costretto a combattere, oltre che con i nemici virtuali, con un nemico reale che a oggi non possiamo sconfiggere: la fibrosi cistica.
Ha giocato fino alla fine, fino a che le sue condizioni fisiche glielo hanno permesso.
Purtroppo, come il nome del gioco, il suo destino ha voluto che la sua vita terminasse ancora nel fiore, avendo ancora moltissimi anni di gioco davanti a sé.
Posso solo immaginare il dolore che lasciato non solo nei propri cari ma in tutti i membri del proprio gruppo Destiny, che hanno condiviso con lui i veri momenti delle sue giornate: i momenti che forse gli hanno permesso per qualche ora al giorno di non pensare alla malattia e dimenticare anche se per poco i suoi dolori.
I colleghi del gruppo, dopo la sua morte, hanno deciso di rendergli omaggio, di elaborare il lutto a loro modo, e lo hanno fatto nella maniera che a lui avrebbe fatto più piacere e che per me è una delle cose più commoventi che io abbia mai visto nella mia vita.
Sul loro canale Youtube hanno prodotto, montato, elaborato e pubblicato un video di commiato al caro amico. Se pensiamo al lungo e duro lavoro che sta dietro all’editing video, al montaggio, all'audio e alla colonna sonora, possiamo ben capire come questi ragazzi abbiano vissuto la scomparsa del loro amico per diversi giorni durante la produzione di questo capolavoro, e abbiano dedicato moltissimo tempo per rendere omaggio al loro collega d’armi.
Il video ha come colonna sonora “the funeral” di Ennio Morricone, e sulle note di questa struggente musica inizia una sessione di Destiny in cui i guardiani (i gamers) si inchinano tutti per rendere omaggio. La scena cambia e i guardiani con la testa alta alzano la mano sempre in segno di saluto ma più solenne, e ognuno con la propria arma esplode diversi colpi di congedo all'anima che poco prima era lì con loro; un guardiano anch'esso, e che ora si sta dirigendo chissà dove.
Nella scena successiva ogni guardiano esegue la procedura di rianimazione e per questo il corpo del personaggio diventa brillante e circondato da un'aura luminescente per pochi secondi. Ancora colpi lunghi di saluto in una delle scene finali e ancora inchini dalla squadra al completo. Le immagini sono strazianti. Nonostante si tratti soltanto delle scene di una sessione di gioco, si riesce a palpare il dolore di coloro che hanno fatto questa produzione con la lacrime negli occhi.
Infine una foto dell'amico che non potrà più giocare e il riassunto della sua storia.
Dopo il video i ragazzi del team mandano in streaming partite di Destiny su Twitch, le cui donazioni vengono interamente devolute agli istituti di ricerca sulla Fibrosi Cistica.
Questo bellissimo dono di addio vivrà in eterno, come probabilmente l’anima del guardiano collega che è uscito dal gioco troppo prematuramente.
Se un funerale viene liquidato in circa due ore, loro ci avranno messo diversi giorni (10 esattamente) per rendere l'ultimo saluto al loro caro e, come al funerale si celebra la funzione agli occhi di tutta la gente che accorre, loro hanno voluto raggiungere un pubblico molto più ampio di una normale funzione funebre: lo hanno detto al mondo intero!
Ma allora il funerale sarebbe anch’esso una forma di enterteinment? Molti potranno giudicare blasfeme e pagane queste parole. Ma se consideriamo un paio d’ore di preghiera e la sepoltura una forma di culto per elaborare il lutto e rendere saluto, non possiamo non riconoscere che anche Destiny è una forma di culto, perlomeno lo è per questi ragazzi.
Ho guardato il video diverse volte, per me è stata un’esperienza mistica e qualcosa che mi ha arricchito come persona. Chi lo volesse vedere può farlo a questo link
https://www.youtube.com/watch?v=VipqzK6_LBU
Addio Joshua, pur non conoscendoti ti mando anche io il nostro rispetto e un saluto, ovunque tu sia ora. Sul nostro monitor ora rimane solo la scritta: "Guardian Down"

















