Dopo le visite a Ventimiglia, Bordighera e Sanremo, il candidato alla presidenza della Regione per la coalizione di centro destra Giovanni Toti, accompagnato dai candidati in Consiglio Regionale Marco Scajola, Simone Baggioli e Filippo Bistolfi, oltre ad Alessandro Casano, candidato tra le fila di Fratelli d'Italia, si è recato a Imperia, dove ha incontrato i lavoratori dello stabilimento Agnesi. Un incontro durato circa mezz'ora, durante il quale Toti si è intrattenuto con alcuni dipendenti del pastificio, rispondendo alle domande e controbattendo in particolare all'operaio e sindacalista Rsu-Cgil Ivan Cavarero, che ha sottolineato al candidato governatore le responsabilità del centro destra, al governo della Nazione, ma anche della Provincia e della città per molti anni.
"Venendo qua con Marco Scajola e Maria Grazia Calabria - ha detto Toti, rivolto al dipendente e sindacalista Rsu-Cisl Gigi Lazzarini - stavamo ricordando che tutti quanti siamo cresciuti con la pubblicità 'Silenzio parla Agnesi'. E' una cosa che ha fatto un pezzo di storia non solo della Liguria, ma anche dell'Italia. Se la Liguria deve puntare sul turismo, non è solo chi deve venire a fare il bagno in mare, ma vi sono tanti tipi di turismo, uno che sta avendo sviluppi in questo ultimo periodo è l'agroalimentare, e Agnesi è un marchio che ha valore per la Liguria e per l'agroalimentare ligure. Non solo quindi Agnesi non deve chiudere perché ci sono un centinaio di posti di lavoro in ballo, ma perché sarebbe come darsi una martellata sulle palle rispetto a un modello di sviluppo che io intento promuovere in questa regione".
Toti, sottolineando lo scarso lavoro prodotto dalla Regione, tende una mano all'amministrazione comunale di Imperia guidata dal Sindaco Carlo Capacci e all'imprenditore Angelo Colussi, patron di Agnesi, per trovare una soluzione che possa scongiurare la chiusura dello stabilimento a Imperia, anche un compromesso dal punto di vista edilizio, e torna alla mente il progetto a base di edilizia residenziale, della cosiddetta "porta del mare".
"La Regione - ha detto - ha i poteri che ha, quello che ha fatto fino a adesso è largamente insufficiente, certamente io credo che non se ne possa andare in Piemonte un marchio come questo perché sarebbe una perdita di valore per la Regione. Sono molte le strade che si possono intraprendere, io spero che si possa prendere una strada con l'amministrazione comunale di Imperia e con l'imprenditore che c'è adesso dandogli le ragioni e le motivazioni per restare qua e continuare a investire, noi possiamo offrirgli fiscalità di vantaggio, possibilità urbanistiche con questo posto, un ristorante sul tetto, ma può essere anche che se qua c'è bisogno di creare edilizia residenziale per dare utile all'imprenditore perché mi lasci questo marchio se ne può ragionare con l'amministrazione. Se, necessariamente il gruppo vuole chiudere questo stabilimento, possiamo ragionare anche ad arrivare, attraverso una cordata di imprenditori locali, qualcuno che lo rilevi e lo valorizzi in questa realtà".
A questo punto, Toti, ha risposto alle domande di Ivan Cavarero, il quale ha ricordato al candidato governatore, la perdita di altre aziende sul territorio, come l'oleificio Sasso. "Il suo schieramento politico - ha detto il sindacalista - a livello locale ha sempre più spinto per il turismo che per l'industria".
"Io - ha risposto Toti - rispondo per quello che sono io che sono in Forza Italia da un anno e la mia storia è quella personale, poi gli errori li abbiamo fatti tutti, a destra, a sinistra e al centro. In questa regione nessuno è esente da colpe. Non farei lo stesso ragionamento se fossimo davanti a un'acciaieria. Io non credo che salveremo, tranne forse Fincantieri e qualche eccellenza del settore di tecnologia di difesa, Ilva non credo che sarà salvabile da Genova, tanto per essere chiari, non credo che il commissario straordinario voluto da Renzi farà qualche cosa per salvare Ilva in Liguria, perché mentre Taranto è un caso sociale importante, a Genova stiamo parlando di ottocento persone in cassa integrazione, e credo che lì dovremo procedere riconvertendo quell'area e dandola in concessione a vettori internazionali portando possibilmente anche concorrenza all'interno del mondo dei contenitori che a Spezia è gestita da tre, quattro persone".
"Adesso però - ha ribattutto Cavarero - ci troviamo senza turismo e senza industria".
"Se non serviva un'inversione di tendenza - ha detto Toti - non ci avrei neanche messo la faccia in questa campagna elettorale. Noi dobbiamo recuperare dieci anni che sono stati perduti".
"Ogni volta che le parlo della nostra provincia, lei me la gira sulla regione", ha detto ancora Cavarero.
"Eh, io questo devo fare, non è che devo fare il Sindaco di Imperia. Fossi il Sindaco di Imperia avrei meno poteri rispetto al governatore della Regione. Da Sindaco di Imperia potrei chiedere una variante edilizia rispetto al piano regionale per dare una piccola area commerciale o edilizia residenziale in cambio", ha risposto il candidato governatore.
Toti ha infine risposto alla domanda di un operaio che ha chiesto il suo punto di vista relativamente alla possibilità di intraprendere una collaborazione con aziende produttrici di succedanei alla pasta.
"Non mettiamo il carro davanti ai buoi - ha risposto Toti - vediamo il piano industriale. A me interessa che ci si sieda attorno a un tavolo. Agnesi credo che sia un marchio che va valorizzato come pasta, ma dopodiché se mi raccontano che col marchio Agnesi facciamo il miglior pesto e i migliori sughi tipici liguri, facciamo un'eccellenza e facciamo mille posti di lavoro in aggiunta e vogliamo invece ridurre il peso del comparto produttivo pasta aumentando il livello occupazionale, francamente sediamoci attorno a un tavolo e discutiamone".
Il tour di Giovanni Toti in provincia di Imperia è terminato questa sera con l'incontro a Diano Marina.

































