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Eventi | 05 maggio 2015, 13:28

Teatro del Casinò: giovedì 7 maggio Maria Falcone ricorderà il fratello magistrato, simbolo della lotta a “Cosa Nostra”

Introducono l’autore i Magistrati Dott.sa Grazia Pradella e Dott. Roberto Cavallone. Letture degli studenti del Liceo Cassini e Amoretti. Musiche della Scuola Ottorino Respighi. Documenti video.

Teatro del Casinò: giovedì 7 maggio Maria Falcone ricorderà il fratello magistrato, simbolo della lotta a “Cosa Nostra”

Nella settimana della Grande Partenza della Corsa in Rosa eccezionalmente il giovedì 7 maggio ore 16.30 dopo il Festival della legalità e delle idee” con la partecipazione del dott. Nicola Gratteri, torna il ciclo “la cultura della legalità” che ha già visto la presenza del dott. Gian Carlo Caselli, del dott. Carmelo Sardo, del dott. Armando Spataro. Chiude questa prima parte del programma legato alla legalità l’intervento davvero speciale della prof. sa Maria Falcone che ricorderà il fratello magistrato, simbolo della lotta a “Cosa Nostra” attraverso il libro:” “Giovanni Falcone un eroe solo. Il tuo lavoro, il nostro presente. I tuoi sogni, il nostro futuro” (Bur Biblioteca Universale Rizzoli). Introducono l’autore i Magistrati Dott.sa Grazia Pradella e Dott. Roberto Cavallone. Letture degli studenti del Liceo Cassini e Amoretti. Musiche della Scuola Ottorino Respighi. Documenti video.

Il libro riesce a trasmettere il doloroso pregnante vuoto che il magistrato ha lasciato vuoto che la sua opera, il suo lavoro la sua figura riescono a d attenuare nella certezza che anche dopo vent’anni nulla è stato appannato, ma l’affetto verso di lui è accresciuto anche nelle persone che non hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Questo grazie al messaggio che giorno dopo giorno ha portato la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, un messaggio che si rinnova tra i più giovani nelle scuole e nella società civile.

23 maggio 1992: la strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca e tre uomini della scorta, scosse l’Italia come un terremoto immane, segnando le coscienze e dimostrando l’urgenza di una reazione intransigente e senza tentennamenti contro la mafia, da parte delle istituzioni e della società civile. Da vent’anni Maria Falcone si dedica a mantener viva la memoria di suo fratello con un’attività intensa che serva a tutti, ma specialmente ai giovani, come educazione alla legalità. È un’opera meritoria perché fu proprio grazie al lavoro di Giovanni che lo Stato trovò finalmente il modo per combattere con efficacia il fenomeno mafioso. Senza il suo intuito investigativo, la sua visione ampia e la sua determinazione assoluta, Cosa Nostra avrebbe potuto continuare per anni a dominare incontrastata. Eppure – come traspare nelle pagine drammatiche e struggenti di questo libro in cui Maria, affiancata dalla giovane giornalista esperta di mafia Francesca Barra, rievoca la vita di suo fratello – Giovanni Falcone si trovò molto spesso solo nel suo cammino. Solo quando insinuarono che si prendeva troppa confidenza con Buscetta. Solo quando i diari di Chinnici, ucciso da poco tempo, furono utilizzati per gettare ombre sul suo operato. Solo quando fu costretto a «mettere i piedi sul sangue del mio amico più caro», Ninni Cassarà. Solo quando si scatenò il dibattito contro i «professionisti dell’antimafia». Solo quando, al pensionamento di Antonino Caponnetto, fu di fatto decretata la fine del pool antimafia in cui avevano lavorato lui e Borsellino. Solo quando era stimato negli Stati Uniti, molto meno in Italia. Solo quando qualcuno disse che l’attentato all’Addaura se l’era organizzato lui stesso. Solo quando l’amico Leoluca Orlando gli volse le spalle. Solo quando non faceva mai trapelare la paura, nemmeno ai familiari. E poi fu sempre solo perché rinunciò a una vita normale, tanto da doversi spesso tenere a distanza dall’adorata moglie Francesca, che infatti morì con lui, in una delle rare occasioni in cui si erano concessi di stare soli in macchina. Dopo tutto questo, Giovanni Falcone è oggi indubitabilmente un grande eroe italiano, riconosciuto come tale nel mondo. Il suo metodo rivoluzionario ha cambiato la nostra storia, il suo esempio le nostre coscienze.

Maria Falcone (Palermo 30 aprile 1936) è la sorella del magistrato Giovanni Falcone, ucciso a Capaci dalla mafia il 23 maggio 1992.
• Per anni insegnante di Diritto negli istituti superiori, ha pubblicato insieme a Giovanni Marchese Io e tu: la società - Educazione alla legalità e alla convivenza civile (Carocci 2004), manuale per le scuole. Da ultimo Chi vede lontano non ha mai paura (Rizzoli 2012) e Carceri, lo spazio è finito (Infinito edizioni, 2013).
E’ Presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone.
• Il 22 maggio 2012, per il ventesimo anniversario della strage di Capaci, organizzò un evento per ricordare l’accaduto davanti all’Albero Falcone. Titolo dell’anniversario: Venti. «È una tempesta di sensazioni opposte. Da una parte prevale la nostalgia di tanti uomini giusti. Dall’altra serpeggia un senso di omissione in tante aree della nostra vita sociale» [Cds 22/5/2012].

Il 12 maggio nel teatro dell’Opera alle ore 16.30 Giulio Massobrio presenta il suo nuovissimo libro “Rex” un appassionante “giallo” storico, dove è stato inserito anche il Casinò di Sanremo, una promessa fatta e mantenuta dallo scrittore ormai affermato a livello internazionale, finalista al premio “Bancarella.” 

C.S.

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