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Sanità | 22 febbraio 2015, 13:10

ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder): i bambini con l'argento vivo addosso nella provincia di Imperia

Si tratta di uno dei disturbi neuropsichiatrici, catalogati come tra i più frequenti ad esordio in età evolutiva

ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder): i bambini con l'argento vivo addosso nella provincia di Imperia

In passato, se un bambino era vivace e molto scatenato era considerato un bambino sano e si diceva: "ha l'argento vivo addosso". Oggi invece, in una società sempre meno a misura di bambino, se un bambino è iperattivo e distratto viene etichettato come malato mentale.

Oggi vi parlerò dell'ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) che in italiano diviene "Ddai" (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività). Si tratta di uno dei disturbi neuropsichiatrici, catalogati come tra i più frequenti ad esordio in età evolutiva. Ad esso sono associati disturbi specifici dell'apprendimento come la dislessia e la disgrafia, la depressione, i disturbi ossessivo-compulsivi, i disturbi bipolari, i disturbi d'ansia ed il disturbo da tic. Tra i fattori all'origine del disturbo si annoverano fattori genetici, morfologici cerebrali, prenatali e perinatali, traumatici ed ambientali.

La vivacità ed i cambiamenti di umore rappresentano una peculiarità dei bimbi, che li conduce nella crescita, però, quando diventano eccessivi, potrebbero rappresentare un campanello d'allarme. Spesso si accompagnano ad impulsività, carenza di controllo nelle azioni e disattenzione, assumendo le caratteristiche di una vera e propria patologia. Questo disturbo è caratterizzato da iperattività, difficoltà di attenzione ed impulsività. Il comportamento caratteristico di un bimbo iperattivo comporta alcune fondamentali azioni che vanno dal muovere con irrequietezza mani e piedi, parlare eccessivamente, intromettersi di continuo durante una conversazione, fare rumore, fino a non riuscire a rimanere seduti a scuola ed a casa. Inoltre il comportamento è caratterizzato anche dalla difficoltà di attendere il proprio turno, interrompere gli altri, dare le risposte prima che le domande siano state completate ed essere invadenti con gli altri bambini. Il disturbo prevede anche grande disattenzione, difficoltà nell'organizzarsi nelle attività e nei compiti, perdere alcuni oggetti necessari ai compiti, non ascoltare quando gli si parla direttamante ed evitare di impegnarsi in presenza di compiti che richiedano uno sforzo mentale prolungato.

La Ddai, viene spesso associata ad un'ampia varietà di problemi infantili. Però le cause di questa presunta patologia non sono ancora del tutto chiare, nonostante sia trascritta nel DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali). Infatti ogni nuova patologia elencata nel DSM è stabilita attraverso un dibattito ed una votazione di gruppo di alcuni esperti. Però il semplice catalogare, dare un nome e definire una cosa non si può definire scienza. Sicuramente è un modo di fare democratico ma non scientifico. I criteri di catalogazione del DSM trasformano in patologia la vita normale di ogni giorno di una persona o la sua incapacità di far fronte ad alcune cose gravose, come l'impegno nei compiti o nel lavoro, arrivando a definirle azioni causate da una malattia fuori controllo. Io personalmente ho letto l'elenco fornito dal DSM che etichetta iperattivo un comportamento accompagnato da diversi disturbi come la discalculia, la brutta grafia, fumare ed avere piacere del tabacco, bere troppo caffè, soffrire di insonnia e molto altro. Oggi fare qualsiasi cosa in modo vigoroso ed avere qualsiasi problema scolastico e sul lavoro, viene etichettato come malattia mentale. Ebbene io in alcune parti della lista mi sono ritrovato, allora sono iperattivo? Solo quando ci saranno delle prove scientifiche, cognitive e comportamentali vere, la Ddai si potrà definire come una vera e propria patologia.Tutti gli interventi terapeutici ad oggi in essere, spero che per essere efficaci, abbiano come unico obiettivo quello di creare armonia tra genitori, bambini ed insegnanti.

Maurizio Losorgio

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