La chiusura della Centrale Operativa del 118 segna un nuovo punto critico per la sanità del ponente ligure. La FP CGIL di Imperia lancia un allarme deciso, denunciando come la provincia continui a essere “la più penalizzata del territorio ligure in termini di sanità pubblica”. Secondo il sindacato, la decisione arriva nel pieno di una riforma sanitaria definita “confusa e disorganizzata”, che invece di rafforzare i servizi territoriali finisce per sottrarre presidi strategici fondamentali. Tra questi, proprio la Centrale Operativa del 118, struttura chiave nel coordinamento delle emergenze sanitarie.
Il tempo come elemento vitale
La FP CGIL sottolinea con forza il ruolo centrale del fattore tempo nelle emergenze: “Il fattore tempo è vita”. Una perdita di efficienza nel coordinamento, spiegano, può tradursi in conseguenze gravissime soprattutto per le cosiddette patologie tempo-dipendenti, come infarti, ictus e traumi gravi. Il sindacato critica l’idea di accentramento definendola dannosa: “In sanità, specialmente nel soccorso, il ‘risparmio’ si traduce drammaticamente in perdita di tempo”. La centrale di Bussana, ricordano, non è un semplice centralino ma un nodo operativo complesso, dove professionisti esperti conoscono in modo capillare il territorio, incluse le aree più difficili dell’entroterra.
Competenze locali messe da parte
Altro punto centrale della denuncia riguarda il personale: professionisti altamente qualificati verranno ricollocati, perdendo così il loro ruolo specifico nel sistema di emergenza. Una scelta che per la FP CGIL rappresenta uno spreco di competenze e un indebolimento del servizio. “Professionisti trattati come numeri e cittadini sempre più esposti al rischio”, afferma il sindacato, che definisce inaccettabile la logica dei tagli applicata a un servizio salvavita.
Promesse disattese
La FP CGIL richiama anche gli impegni presi a fine 2025 dalla Regione, quando si parlava di un accorpamento graduale accompagnato da un potenziamento dell’entroterra, anche attraverso ambulanze infermieristiche. Promesse che, secondo il sindacato, non hanno trovato riscontro nei fatti: “Oggi di quel piano non vi è traccia: resta solo la chiusura”.
Una popolazione fragile
Il sindacato conclude evidenziando come a pagare il prezzo di queste scelte siano i cittadini, in particolare quelli della provincia di Imperia, descritta come una delle realtà più fragili della Liguria, caratterizzata da una popolazione anziana e da difficoltà sociali e geografiche.
“Non permetteremo che a pagare siano ancora una volta i cittadini”, è la posizione netta espressa dal segretario generale FP CGIL Imperia, Alessandro Petrini.

















