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Attualità | 07 novembre 2014, 12:12

Saranno tumulate oggi pomeriggio le ceneri di 'Lupo rosso' mitico combattente partigiano del Sanremese

Il corpo dell’ottantottenne combattente partigiano è stato cremato martedì mattina ad Acqui Terme. Le spoglie in Valle Armea.

Saranno tumulate oggi pomeriggio le ceneri di 'Lupo rosso' mitico combattente partigiano del Sanremese

Saranno tumulate questo pomeriggio a Sanremo nel Cimitero Armea le ceneri di Sergio Grignolio, mitico combattente partigiano sanremese, la cui salma è stata cremata martedì mattina alle dieci presso l’ara del cimitero di Acqui Terme. Grignolio, mitico combattente partigiano delle brigate Garibaldi  durante la Guerra di Liberazione era un sanremasco schietto e se ne è andato all’età di ottantotto anni, era infatti nato nel lontano 1926, domenica scorsa all’ospedale di Bordighera.

Deve la sua fama, anche internazionale, al fatto di essere stato immortalato dallo scrittore suo concittadino Italo Calvino nel suo primo romanzo” Il Sentiero dei Nidi di Ragno” dedicato, per l’appunto, all’epopea partigiana tra i monti delle Alpi Liguri. Grignolio, infatti, altro non è che il “Lupo Rosso” del romanzo, il forte ed audace combattente per la libertà che aiutò il piccolo Pin, il protagonista dell’opera, ad evadere dal carcere di Santa Tecla, nella zona portuale di Sanremo, ove era stato ristretto dai nazisti giacché aveva sottratto ad un loro commilitone una pistola. Pin, e quindi l’autore stesso del romanzo, aveva una vera e propria ammirazione per Grignolio in quanto in lui vedeva uno dei pochi esempi di coerenza e fermezza tra tutti i belligeranti nella guerra di liberazione nel Ponente ligure. Dichiaratamente leninista, Grignolio, deve il suo originario nome di battaglia, Ghepeù, ad un’assonanza popolaresca con l’acronimo con cui era conosciuta la polizia segreta dell’Unione Sovietica delle origini, la Gpu per l’appunto.

Secondo Calvino, che comunque da giovane studente universitario combatté sui monti sanremesi contro i nazi- fascisti, a Grignolio il nome di battaglia fu cambiato dal commissario politico della brigata garibaldina, il leggendario Vittò, perché considerato poco adatto. Prese dunque il nome di battaglia di Lupo, un animale forte ma considerato un simbolo del fascismo, cui venne affiancato l’aggettivo rosso per sottolinearne, a scanso di equivoci, l’ideologia comunista. Verità od artifizio letterario inventato da Calvino? Non si sa con certezza ma di certo si sa che quando scelse la via dei monti per liberare infine Sanremo e  le altre città della costa ligure dall’occupazione nazi- fascista, Sergio Grignolio aveva solamente sedici anni, “era grande e grosso, così lo descrive l’autore del “Sentiero dei nidi di ragno”, con la faccia livida ed i capelli rasi sotto un cappello a visiera alla russa”.

Sia nell’epopea del romanzo, la cui prima stesura è del 1947 ma quella definitiva del 1964, che negli eventi bellici reali  sono tre i personaggi “mitici” dell’epopea resistenziale sanremese: Grignolio, alias Lupo Rosso, il commissario politico comunista “Ferriera”, al secolo Giuseppe Vittorio Guglielmo ovvero “Vittò” ed il comandante “Kim” cioè il capo partigiano Ivan Oddone che nel dopoguerra sarà un famoso medico del lavoro. Con la morte di Grignolio è scomparso così anche l’ultimo componente del terzetto di eroi resistenziali eternato nella memoria dal romanzo di Italo Calvino, personaggi di un momento storico in cui in tutto il Ponente ligure si sentì forte soffiare l’anelito di libertà e democrazia come ha sottolineato il giovane segretario sanremese del Partito Democratico Alessandro Lanteri.     

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