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Sanità | 24 settembre 2014, 13:42

Sanremo: iniziativa del reparto di oncologia, le donne in un calendario per combattere la malattia

Le donne, tutte pazienti in cura, si sono messe in gioco per la realizzazione del calendario per far conoscere all'esterno, in tutta la provincia di Imperia, l'Oncologia Medica, una realtà organizzativa dell'Asl 1 che trae forza non soltanto dalla professionalità degli operatori, ma anche dalla loro profonda umanità.

Sanremo: iniziativa del reparto di oncologia, le donne in un calendario per combattere la malattia

Le emozioni sono il filo conduttore di 'Ridere, sorridere... vivere... il riso uccide la paura', calendario del 2015. Una idea nata, cresciuta e diventata realtà nel reparto di Oncologia dell'AsI 1 Imperiese.

Il motore è al femminile, donne che combattono contro la malattia ma che non hanno mai perso la voglia di lottare, di vivere di sentirsi donne, mamme, mogli. L'obiettivo di questi 12 fotogrammi di emozioni, è quello di raccogliere fondi da destinare ad un progetto finalizzato al miglioramento della qualità della vita di chi affronta il percorso di cura nel reparto. Il ricavato dalla vendita, gestito dalle donne stesse che hanno progettato e organizzato il calendario, verrà impiegato per l'acquisto dalle parrucche a quello delle poltrone per chi si sottopone alle terapie e per molte altre iniziative.

Le donne, tutte pazienti in cura, si sono messe in gioco per la realizzazione del calendario per far conoscere all'esterno, in tutta la provincia di Imperia, l'Oncologia Medica, una realtà organizzativa dell'Asl 1 che trae forza non soltanto dalla professionalità degli operatori, ma anche dalla loro profonda umanità. Una prima linea contro la malattia dove il rapporto umano diventa parte integrante della cura ed elemento fondamentale per migliorare la risposta terapeutica. Si potrebbe chiamare unione, sinergia e in altri modi, ma è qualcosa di unico, di speciale che esiste, è meravigliosamente contagioso e si chiama presa in carico. Il progetto è stato possibile grazie all'impegno della coordinatrice infermieristica Monica Schellino e di tutto il personale infermieristico, per la disponibilità del primario dell' Oncologia Medica, Lazzaro Michele Repetto, e dei professionisti che a titolo gratuito hanno messo a disposizione le loro capacità e i loro strumenti per la realizzazione del calendario.

Si tratta del fotografo sanremese Luca Lombardi, di 'Amiche Mie' coiffeur unisex, di 'Estetica è' scuola di formazione e del Big Ben. Il calendario verrà presentato al pubblico domani, a partire dalle ore 19 al Big Ben di piazza Bresca (dove si potranno anche ammirare una serie di slide relative agli scatti presenti nel calendario). Tutti avranno la possibilità di conoscere le forze vitali che hanno reso possibile questo progetto e di contribuire a raccogliere i primi fondi con l'acquisto dei calendari che successivamente verranno distribuiti in città attraverso le donne che hanno partecipato al progetto e che saranno presenti anche presso il reparto di Oncologia (che si trova al padiglione 'Castillo' dell'ospedale 'Borea', 4° piano).

I numeri sono in aumento, non perchè ci sono più malati di prima, ma perchè c'è una maggiore fiducia nel reparto sanremese, con molte più persone della nostra provincia che non cercano cure fuori zona. Anzi, ci sono molti pazienti che arrivano da fuori provincia

"Questa esperienza, che va oltre ai nostri compiti istituzionali di cura e di assistenza - dichiara il Prof. Mario Cotellessa, Direttore Generale dell'Asl - rientra in quel percorso di vera 'presa in carico' della persona, che deve andare oltre agli aspetti clinici della malattia per considerare anche quella sfera più intima delle emozioni e della forza interiore per combatterla. Credo che questa iniziativa rientri pienamente nella politica che l'Azienda, con grandi sforzi, sta avviando per organizzare in tutta l'area medica l'assistenza secondo il modello dell'intensità di cura alla cui base c'è la centralità della persona e dei suoi bisogni".

Sarebbe meraviglioso che l'intera comunità recepisse l'importanza del gesto di queste donne, un gesto che merita una risposta soltanto, l'acquisto immediato di un calendario e la voglia di metterlo in casa, in negozio o in ufficio, ma assolutamente non in un cassetto. Per stupire e sorprendere chi magari se l'è fatto sfuggire. Perché il coraggio di queste donne e di chi tutti i giorni le accompagna è un patrimonio di tutti, da proteggere, da divulgare.

"Ancora un calendario? Confesso che quando Monica Schellino, la Caposala, mi ha parlato per la prima volta di questo suo progetto ero perplesso. Ci sono già calendari di veline, calciatori, donne in carriera, bambini, carabinieri, disoccupati. Ora anche le donne operate di Sanremo hanno deciso di farsi fotografare". Lo ha detto Lazzaro Michele Repetto, Direttore dell'Oncologia all'ospedale matuziano, commentando l'iniziativa.

"Poi le ho viste all'opera - prosegue - nel backstage, così mi hanno detto. Mi ha subito impressionato la loro forza, l'entusiasmo, la passione nel mettersi in gioco e, devo dire, anche il risultato. Ho pensato, che brave, queste donne non le ferma nessuno! Non si sentono modelle, né donne da copertina, ma donne normali nonostante il cancro abbia segnato la loro vita. Non hanno paura di nominare con il suo nome questa malattia così 'democratica', che colpisce tutte, giovani e vecchie, attrici e casalinghe, belle e brutte. Trovano insopportabile gli eufemismi, 'la malattia del secolo', o peggio, 'un brutto male' (ma perché esiste anche un bel male?) e ancor più l'idea di doversi nascondere. Così con ironia, umorismo e una buona dose di ottimismo si sono fatte truccare, fotografare e ora si fanno vedere così come sono, con i capelli che stanno ricrescendo, con le loro debolezze, e la loro 'bellezza' ritrovata. Forse non una bellezza standard a cui le donne troppo spesso sono chiamate a confrontarsi e a modellarsi. Il cancro cambia la mente e il corpo e spesso questo corpo, tagliato e trasformato, non ci sembra più il nostro, diverso da quello che avevamo prima, ma queste donne hanno cercato di non avere paura o almeno hanno cercato di vincerla, e a me pare ci siano davvero riuscite".

"Curare e seguire donne che hanno un cancro al seno non è una cosa facile, perché non si tratta solo di trovare la giusta cura, operare e prescrivere farmaci, ma perchè occorre comprendere e condividere, per quanto è possibile, soprattutto per un uomo, ansie, paure e frustrazioni. Le donne, infatti, non solo sono spaventate dall'idea del tumore, come qualsiasi malato oncologico, ma, in più, temono di perdere una parte che connota e contraddistingue la loro femminilità. L'intervento sul seno è spesso vissuta come 'una mutilazione', un qualcosa che potrebbe compromettere la propria femminilità e il rapporto di coppia. Molte pazienti mi hanno detto che uscire dalla sala operatoria con il seno 'nuovo' (rifatto) grazie alla chirurgia ricostruttiva, è stato un grande aiuto per superare e elaborare questa perdita di una parte di sè, anche se all'inizio lo si percepisce come una parte un po' estranea".

 

"Quindi farsi fotografare - termina il Primario - è stato veramente un atto di gran coraggio e mi chiedo quanti uomini sarebbero così coraggiosi e disinvolti. Confesso che dopo tanti anni di lavoro in questo campo, posso senz'altro affermare che questa esperienza, queste donne, mi hanno arricchito come medico e come persona".

Carlo Alessi

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