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Attualità | 18 giugno 2014, 10:53

Parenti costretti a diventare infermieri, esplode la protesta a Genova

Presidio ad oltranza in piazza De Ferrari:"Chiediamo riconoscimento costi domiciliarizzazione, un malato deve poter scegliere se stare a casa o in un istituto"

Parenti costretti a diventare infermieri, esplode la protesta a Genova

“Non hanno un minimo di vergogna. Non rispondiamo di come si protrarrà questo presidio, siamo decisi a tutto, anche a lasciarci morire”.

Questa mattina Piazza De Ferrari è invasa da loro, i genitori ed i parenti di persone che ogni giorno assistono persone affette da disabilità o malattie e che oggi sono in presidio davanti alla Regione per il riconoscimento dei loro diritti.

Un’iniziativa ad oltranza, per sensibilizzare l’opinione pubblica ed i media, fino a quando non verranno fornite risposte concrete dalla giunta regionale.

“La regione Liguria, spiegano i manifestanti non applica la legge 162/98 che prevede che si debba dare una scelta a chi non e in grado di compiere da solo gli atti della vita quotidiana. Una scelta alternativa ai ricoveri in istituto ,ospizio ,o RSA. Ribadiamo ancora una volta che diversamente abili su sedia ,anziani malati allettati,disabili allettati con patologie gravi ,ragazzi in difficoltà  chiusi attualmente in istituti,vogliono avere la possibilità di restare o tornare a casa: gliela vogliamo dare?!”.

I costi di mantenimento all’interno di strutture sanitarie di pazienti disabili e non sono a carico della Regione. Quello che chiedono i manifestanti e di ottenere il riconoscimento dei diritti e che quindi chi sceglie di curare un malato a casa possa ricevere una parte di questa sovvenzione, Spesso infatti i genitori ed i parenti sono costretti ad abbandonare il lavoro, ritrovandosi dunque senza reddito.
I costi della domiciliarizzazione sarebbero notevolmente inferiori rispetto a quelli del ricovero in istituto ma questo lo sa anche un bambino!
“Un ragazzo giovane ha diritto ad avere una possibilità e un vecchio stanco a diritto a restare a casa;tutti noi non desideriamo essere ricoverati in ospedale”, concludono i manifestanti.

Cinzia Gatti

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