In vista del Natale cristiano, celebrato quasi ovunque ad eccezione che nei paesi ortodossi slavi, il prossimo venticinque Dicembre la Caritas della diocesi di Ventimiglia-Sanremo insieme al Centro mondialità sviluppo reciproco, al Comune di Ospedaletti, ai Salesiani di Vallecrosia ed all'Agesci locale, promuove un'interessante iniziativa a favore dei villaggi e delle zone rurali della Tanzania, grande Nazione africana situata a sud del Kenia nella parte orientale del continente, bagnata dall'Oceano Indiano.
La capitale del Paese, ove l'etnia Swaila è quella predominante, è Dodoma ma il più importante centro economico è la costiera Dar El Salaam posta al centro del litorale di una Nazione immensa che, come tutti i paesi della regione, soffre di cicliche carestie e siccità. Nel diciannovesimo secolo la Tanzania era più che altro conosciuta universalmente grazie ad un'isola che ad essa appartiene ma che era amministrata autonomamente, posta a non molta distanza dal continente: Zanzibar. Consegnato alla storia il periodo romanticista, dopo il processo di decolonizzazione dell'Africa, successivo alla seconda guerra mondiale, i problemi della regione si sono ingigantiti: grazie a regimi corrotti ed inetti non si è assolutamente verificato quel processo di sviluppo economico dei Paesi che ne fanno parte che molti si aspettavano, ma anzi vi è stata una regressione del loro tenore di vita.
Fame, carestie, guerre civili e siccità hanno colpito quelle popolazioni e soprattutto la loro parte più indifesa i bambini. In Tanzania, dove la mortalità infantile è molto alta, una delle prime cause di morte nei primi cinque anni di vita, all'interno del Paese e cioè nella regione dei Grandi Laghi, è da ascriversi all'uso di acqua non potabile ed infetta per scopi alimentari. Per tale motivo è essenziale, per salvare queste innocenti vite umane, scavare nei remoti villaggi rurali tanzaniani sempre nuovi pozzi d'acqua. Sono pozzi che per quelle popolazioni rappresentano la vita. Nell'estremo Ponente ligure si è dunque pensato di raccogliere, in determinati luoghi, i tappi delle bottiglie di plastica o vetro che poi saranno inviati a ditte di riciclo e dal ricavato della cui vendita si finanzieranno le opere necessarie all'intercettamento di nuove ed intonse fonti di approvvigionamento idrico.
I tappi delle bottiglie, infatti, come non tutti sanno non possono seguire nella differenziazione della raccolta dei rifiuti la stessa strada del contenitore che chiudono: è necessario che il loro riciclo segua altre vie. I punti di raccolta previsti sono nel rione Levà di Taggia, presso la sede Scout delle Caserme Revelli, ad Ospedaletti presso l'isola ecologica di Corso Marconi, a Vallecrosia presso l'Istituto Don Bosco ed a Ventimiglia presso la Chiesa di Sant'Antonio da Padova, alle Gianchette, che fa parte della parrocchia di Roverino retta da Don Rito. In quest'ultimo punto la raccolta sarà possibile solamente al Sabato con orario continuato da mattina a sera. Mentre negli altri punti si potrà, in genere, conferire tale tipologia di rifiuto ogni pomeriggio feriale. Coloro che vorranno contribuire a questa meritevole iniziativa che unisce l'aspetto caritativo con quello più propriamente civile, ci si abitua a differenziare correttamente i rifiuti, potranno rivolgersi per informazioni oltre che presso gli enti promotori pure alla segreteria della Caritas Diocesana di Ventimiglia- Sanremo in Via Carlo Pisacane nella "Città dei Fiori" sia telefonando che visitandone il sito internet.
Sergio Bagnoli













