Un nostro lettore, G.A., ci ha scritto per rispondere al lettore A.P., sulla manifestazione di oggi ad Imperia:
"In primo luogo desidero precisare che per comportarsi da 'fascisti' non è necessario avere una tessera od appartenere ad un movimento piuttosto che ad un altro, ma è solo una questione di merito dei comportamenti. Un atteggiamento irriguardoso, violento verbalmente o fisicamente che leda i diritti democratici e/o soggettivi è un comportamento definibile come 'fascista' anche se messo in atto da un laico, cattolico, comunista, forzista, leghista…. o da un anarchico insurrezionalista. Probabilmente è vero che io perda tempo a cercare di far capire che il diritto lecito del manifestare contro le malefatte dei vari governi e politici che si passano il testimone di comune accordo sulle nostre spalle, non deve travalicare e mortificare i diritti altrettanto leciti di cittadini inconsapevoli deboli ed indifesi (penso agli anziani, ai malati, ai disabili a tutti coloro che oggi sono rimasti in estrema difficoltà bloccati per ore). Non è 'consigliando' gli esercenti indecisi che potrebbero avere problemi con le vetrine, o 'sconsigliando' l’accesso alle scuole agli studenti o rallentando le corse delle ambulanze che si migliorano i problemi delle persone che non ce la fanno più. Forse perderò ancora del tempo, ma sono consapevole che per poter vantare i propri diritti è indispensabile in primo luogo non ledere quelli degli altri arrogandosi il diritto potere di prevaricare gli altri. Non è lecito che circa mille persone impediscano il normale funzionamento di una città di oltre quarantaduemila residenti. Non si tratta di punire. E’ una questione di giustizia. Non è così che si può manifestare! Dalla ragione si è passati al torto marcio. L’avere paralizzato Imperia non è certamente prova né di maturità, né di buon senso, né prova di essere 'Veri Italiani'. Anche se voglio pensare che molti oggi erano in buona fede, chi ha partecipato a questi blocchi, che sono a tutti gli effetti interruzioni di pubblici servizi, si è reso correo di un reato penale grave procedibile d’ufficio (340 c.p.p.) assieme ai preposti che non hanno messo in campo gli opportuni doverosi provvedimenti per evitare il delirio odierno. Medesima responsabilità è in capo al movimento che ha organizzato la protesta avendo il sacrosanto onere di organizzare e garantire un servizio d’ordine per evitare gli eccessi. Le Vostre ragioni vengono danneggiate dal vostro illecito comportamento. Rifletta. Non creda che ledendo i diritti dei cittadini, che paradossalmente magari la pensano come voi, si ottenga credito e consenso. Infatti questa mattina ero interessato alla Vostra manifestazione, ma quando ho assistito allibito a quella che più che manifestazione meglio definirei forma terrorismo, mi creda, non ho potuto fare a meno di biasimarvi totalmente".

















