Altra tegola nella trattativa tra gli abitanti di Peglia, a Ventimiglia, e la società omonima proprietaria dei terreni. Ora spuntano richieste di condono edilizio che sono stati rigettati. E’ l’ultimo intoppo, in ordine di tempo, sulla controversa vicenda relativa alle case abusive della frazione ponentina. Dopo i sigilli ad alcune abitazioni da parte dell’ufficiale giudiziario, nelle scorse settimane era stato stilato un elenco dalla società, inviata in copia anche al Prefetto Bruno, di altri 21 casi di abusivismo.
Allo stato attuale la situazione appare complessa, anche se le parti – circa una decina di famiglie (rappresentate dall’avvocato Giorgio Valfrè), la società Peglia e il Comune, nella persona del Prefetto Giovanni Bruno - puntano a trovare una soluzione condivisa. A pendere sul capo dei residenti come una spada di Damocle degli sfratti esecutivi che, di fatto, sono già cominciati. termine ultimo entro cui sono stati programmati gli sfratti esecutivi per alcune famiglie. L’accordo-compromesso raggiunto tra le parti nei mesi scorsi prevede l’acquisto dei terreni da parte degli abitanti per 550 mila euro. Di questi, 150-200 mila devono essere versati a breve. La cifra, da suddividere tra le decine di famiglie che si trovano sui terreni del quartiere, dovrà essere corrisposta per intero entro il prossimo 31 luglio. Se non si dovesse trovare la quadra la società chiederà che vengano immediatamente lasciati liberi gli immobili. Gli elementi nuovi, emersi a seguito del dossier che evidenzia la presenza di altre 21 abitazioni considerate abusive, potrebbero paradossalmente contribuire a sbloccare la situazione: con il maggior numero di abitanti interessati dal provvedimento, infatti, la somma totale dovrebbe essere ammortizzata più agevolmente facendo così scendere la quota spettante a ciascun nucleo famigliare.
Sbloccata questa partita, in un secondo tempo, occorrerà anche regolarizzare le pratiche dal punto di vista urbanistico. Di ciò si è preso carico il prefetto Bruno che farà da intermediario con l’Anas e le Autostrade per sbloccare la questione.
















