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Al Direttore | 26 aprile 2013, 18:41

Sanremo: PUD e spiagge libere attrezzate, la risposta di Giacomo Mercurio all'Assessore

Sanremo: PUD e spiagge libere attrezzate, la risposta di Giacomo Mercurio all'Assessore

Giacomo Mercurio ci ha nuovamente scritto per rispondere all’Assessore Dolzan:

“Ringrazio l'Assessore Dolzan di aver risposto alle mie critiche e di darmi l'opportunità di esporre meglio il nostro punto di vista sia come imprenditori che come lavoratori. Dietro questa seria discussione che non può essere letta come personale e tantomeno pretestuosa, agiscono 16 ditte sanremesi con i loro investimenti; tutto è stato costruito dal gestore, dalle fognature ai box-bar, dalle sdraio ai ripascimenti annuali, dal servizio salvataggio al pagamento del canone. Con il loro lavoro hanno reso competitivo e complementare il sistema economico e sociale delle spiagge comunali. Visto che l'Assessore si è sempre espresso contro la legge europea Bolkestain che mette a rischio il sistema turistico balneare italiano e visto che ora sono i gestori della Sua Città ad essere sotto attacco,  proprio per questo dovrebbe capire ed adoperarsi per trovare soluzioni che non lascino cadaveri sull'altare delle regole. L'Assessore si rifugia dietro un parametro dettato dalla Regione che dice: ‘il pud è finalizzato principalmente a garantire un equilibrato rapporto tra aree libere ed aree in concessione, la qualificazione delle strutture balneari ai fini di una migliore offerta turistico-ricreativa, una migliore fruizione dell'arenile da parte del pubblico’. Tutto questo a Sanremo c'è e funziona bene; la Città ha 16 spiagge comunali in funzione a prezzi popolari stabiliti dal Comune, con servizi gratuiti come il salvataggio in mare. Continua: ‘deve garantire una percentuale minima di aree balneabili libere e libere attrezzate pari al 40% di cui almeno la metà libere; qualora la percentuale spiagge libere e libere attrezzate sia superiore al 40% (a Sanremo siamo al 55%), il progetto può prevederne una parziale riduzione al fine di migliorare la fruizione complessiva del litorale balneabile’. Siamo gli unici in Regione ad avere più spiagge libere che private e vogliamo spaccare il capello in 4? Ma cosa succederebbe al Comune se non raggiunge il 40% di spiagge libere e libere attrezzate? La Regione dice: ‘Qualora la suddetta percentuale non sia raggiungibile in quanto sussistono concessioni già rilasciate, il Comune non può rilasciare nuove concessioni’. Articolo 11bis. Quindi si deduce che nessun Comune non sarà penalizzato, solamente non potrà fare altre spiagge private. E allora bruciamo 20\25 posti di lavoro?. Le ditte, gestendo le spiagge manlevano da ogni spesa e responsabilità il Comune, dunque, Assessore, non capiamo il nesso. Tengo a chiarire che questo discorso non centra nulla sul fatto che il prossimo anno le spiagge verranno messe in gara d'appalto. Il servizio di salvataggio ai tre ponti oggi lo faccio io, domani lo farà un'altro ma il servizio di salvataggio deve rimanere. Lo stesso vale per San Martino e le altre zone. Assessore non credo di essere pretestuoso nel rimarcare questo facile concetto di prevenzione. Riguardo la normativa che prevede di lasciare libera da ogni attrezzatura del gestore il 50% di arenile, le comunico che sono in vigore dal 2004 e che a metà maggio ci sarà un incontro in Regione per discutere e verificare se queste linee guida hanno funzionato o devono essere riviste e\o migliorate. Come vede anche se siamo a scadenza continuiamo ad impegnarci per migliorare il servizio delle spiagge comunali che sono ‘una struttura al fine di garantire l'uso sociale degli arenili’, definizione presa dall'Ordinanza del Comune di Sanremo. Un rimprovero: ‘Avremmo dovuto parlarne assieme per andare a Genova con una linea comune per il bene della Città’. E siamo arrivati al Suo cavallo di battaglia: gestione lunga e vantaggiosa. Forse Lei non ha ben compreso che questo è il mio, il nostro posto di lavoro, lo facciamo con passione e siamo anche bravi. Dietro le 16 ditte ci sono famiglie con figli. Ci sono imprenditori che hanno preso pezzi di arenili abbandonati e ne hanno fatto dei gioielli turistici per la Città. Ci sono persone, come il sottoscritto, che hanno 60 anni, che in pensione ci andranno a 70 e Lei si esprime così: " la sola eventualità di poter perdere questa opportunità non rende sereni". Io non ci dormo se proprio lo vuole sapere. Ma che tipo di Amministratore è se la morte di 16 ditte e con loro le difficoltà delle rispettive famiglie non la inducono a prendere le nostre difese: Lei amministra o dispone? Non credo che licenziare uno per assumerne un'altro sia economicamente e socialmente un vanto. Probabilmente noi cittadini siamo visti e trattati solo come dei numeri. Oppure dobbiamo sempre pensare male che probabile, ci azzecchi? Comunque auguri per il Suo PUD, noi faremo di tutto per mantenere i nostri posti di lavoro”.

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